Deiland: Pocket Planet Edition: la recensione

Il lento scorrere delle stagioni e le soddisfazioni della vita di campagna fanno da scenario ad una bella storia ricca di magia.

Per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, per fare il frutto ci vuole il fiore, così cantava Sergio Endrigo negli anni ’70 in una celebre canzone per bambini. La semplicità e l’importanza del ciclo della vita, il susseguirsi lento delle stagioni, del giorno e della notte, della semina e del raccolto. Sono concetti semplici come questi che stanno al centro del progetto Deiland: Pocket Planet Edition, life/farming simulator sviluppato nel 2016 dal team spagnolo Chibig, autori tra l’altro di Summer in Mara, inizialmente solo per dispositivi mobile e successivamente lanciato in versione ampliata e migliorata su multipiattaforma. Incasellare Deiland all’interno di un singolo genere può essere riduttivo dato che, come vedremo, attinge principalmente dal mondo dei simulatori di vita contadina alla Harvest Moon, My Time at Portia o Stardew Valley senza tuttavia disdegnare alcune influenze GdR e un pizzico di action/adventure. Vediamo subito se questa ricca semina ha dato buoni frutti.

Ci troviamo nei panni del giovane Arco, un ragazzino che apparentemente senza motivo si risveglia su un micro-pianeta (il pianeta Deiland appunto) del quale è l’unico abitante. Dovremo imparare lentamente a prenderci cura dell’ambiente che ci circonda e, possibilmente, capire il perché del nostro approdo sul pianeta. Sarà necessario infatti recuperare le risorse necessarie ad ampliare e rendere più accogliente il nostro accampamento, coltivare il nostro cibo, imparare a pescare e anche difenderci dall’attacco di misteriose creature che di tanto in tanto arriveranno per darci noia. Quando si parla di micro-pianeta si intende realmente micro. Saranno sufficienti infatti pochi secondi di camminata per effettuare un giro completo, aspetto che ricorda vagamente alcuni pianeti di Super Mario Galaxy ma soprattutto l’asteroide B-612 del Piccolo Principe, al quale il gioco nemmeno troppo velatamente si ispira. Ciononostante, sul pianeta gli sviluppatori sono riusciti a farci stare tutto il necessario con un pregevole lavoro di ottimizzazione degli spazi.

Saltuariamente riceveremo la visita di alcuni mercanti provenienti da altri pianeti che, oltre a consentirci di vendere i frutti del nostro lavoro in cambio di altra mercanzia, ci proporranno delle quest aggiuntive che consentiranno alla storia di progredire e al nostro Arco di guadagnare ulteriori punti esperienza. Aumentando di livello infatti potremo scegliere come assegnare degli incrementi di skill che varieranno la resistenza del personaggio, la sua intelligenza o la sua capacità di mercanteggiare. Va detto però che questa componente ruolistica rimane solo abbozzata dato che non sembra avere praticamente nessuna conseguenza tangibile nel gioco. Stesso discorso per i “combattimenti” che ogni tanto saremo chiamati a intraprendere con mostriciattoli piovuti su Deiland, risolvibili con un paio di pressioni sul tasto azione senza alcuna strategia né pathos.

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