Astria Ascending: la recensione

Una pittorica avventura nelle terre fantastiche create da Artisan Studios, dove il gioco di ruolo incontra la poesia del disegno a mano

Lo scenario dei giochi di ruolo giapponese è sempre stato uno dei simboli più importanti del panorama dell’intrattenimento videoludico lato console, contrapposto ad altre tipologie di gioco provenienti dall’occidente e dagli hardware simil-pc. Con il passare degli anni, l’ingresso di Microsoft nella competizione e l’espansione delle mire di vendita delle compagnie del Sol Levante verso i più ampi e lucrativi lidi occidentali le cose si sono mescolate e mischiate nel corso delle generazioni di console, andando incontro anche a un periodo di flessione (se non in termini di volume delle produzioni, senza dubbio sotto il versante della qualità). Negli ultimi anni, però, si è assistito a un vero e proprio rilancio, soprattutto grazie all’enorme successo “made in Japan” di Nintendo Switch e al suo notevole impulso anche alle produzioni non necessariamente “AAA”, in termini di budget e conseguenti target di pubblico. Accanto alle affascinanti produzioni delle case più conosciute, l’allargamento del pubblico potenziale ha consentito anche a team di sviluppo più piccoli e meno abbienti di provare a proporre la propria chiave di lettura in questo genere, ed è così che tra gli altri ci troviamo oggi ad analizzare un titolo che senza dubbio spicca, grazie alla sua distintiva direzione artistica.

Artisan Studios è un gruppo molto giovane, nato nel 2016 con il compito di rilanciare proprio questa tipologica di prodotto, specificatamente in 2D. Con sede in Francia, il team si propone oggi con il primo prodotto originale totalmente indipendente (dopo la collaborazione per Super Neptunia RPG), dichiarando (non tanto a parole, quanto in immagini) il suo chiaro imprinting stilistico. Il gioco infatti offre di primo acchito una direzione artistica ben delineata e piena di personalità, con un tratto visivo non pittorico, ma disegnato, capace di richiamare alla mente l’impatto ottico di un’opera letteraria d’oltralpe. Chiaro infatti l’influsso stilistico della corrente bande-dessineé, cioè quella dei fumetti francesi (o franco-belgi), evidenziati sia nei fondali 2D che nei personaggi che in essi si muovono. Tratto a linea scura marcata per i protagonisti, con accostamenti di colori tenui e sfumati, capaci di trasmettere un senso aggraziato ma al contempo deciso, per una soddisfazione grafica davvero di altissimo livello, nell’integrazione tra scenografia ed elementi interattivi e in movimento.

Astria Ascending build guide: The best jobs and skills for each character

Dal punto di vista puramente ludico, invece, il titolo è un gioco di ruolo che ricorda molto le produzioni orientali del Sol Levante, con alcune variazioni sul tema riuscite, in alcuni casi, meno convincenti in altri. Le fasi di esplorazione, infatti, ci mettono davanti a un titolo a scorrimento orizzontale, con piccoli tocchi platform e accenni di enigmi ambientali, mischiati tra loro in un mix troppo leggero e superficiale per risultare convincente, anche per colpa della totale assenza di una qualsivoglia mappa, sostituita invece da alcuni menu piuttosto fastidiosi, nella loro asettica staticità. Entrando invece in fase di combattimento, le cose migliorano e non poco. Vuoi per le splendide animazioni che accompagnano mosse e contromosse, per i semplici ma efficaci tocchi di luce e rumble a sottolineare i colpi più potenti, vuoi per un sistema di gestione delle diverse azioni a nostro vantaggio davvero solido, le lotte saranno spesso un vero piacere per il fruitore. In particolare, al di là di un sistema di aumento dell’efficacia dei colpi derivante dall’accumulo di punti-azione già visto ma comunque piacevole, e oltre a un’alternanza di turni sempre godibile in questo tipo di produzioni, quello che convince è l’utilizzo del party allargato sin dalle prime battute di gioco. Tra i vari comandi a nostra disposizione, infatti, ci sarà anche quello di switchare (!!!) da uno dei 4 personaggi schierati sul campo di battaglia a un altro a nostra scelta tra quelli nelle retrovie, variando tipologie di attacchi e gestendo i punti di forza e debolezza dei nostri eroi rispetto alle minacce che si pareranno dinanzi ai nostri occhi in maniera dinamica e flessibile. Senza contare che il party di base può essere comunque variato in ogni momenti, al di fuori delle battaglie vere e proprie.

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