The Caligula Effect 2: la recensione

L'Effetto Caligula torna a mischiare realtà e finzione, in un mondo dove saremo chiamati a scegliere tra la pillola blu e quella rossa

Il gioco di ruolo di stampo giapponese è uno dei generi più tradizionali e diffusi sin dalle origini del segmento di mercato delle console per videogiochi, siano esse casalinghe o portatili. Con moltissime sfumature differenti e variazioni sul genere, la struttura ludica si muove però entro determinati crismi che, pur col passare dei decenni e lo sviluppo di numerosi generi differenti, alcuni dei quali di grandissimo successo proprio grazie ad elementi antitetici rispetto ai canoni di sviluppo dei JRPG, hanno saputo mantenersi comunque sulla cresta dell’onda. Un sottofilone che nel corso degli ultimi anni ha saputo trovare il proprio spazio nel mercato è poi quello delle produzioni legate in qualche modo alla rappresentazione di svariati elementi “social”, grazie a produzioni come Persona di Atlus che hanno saputo mettere il focus su elementi di interazione quotidiana a metà strada tra il reale e il virtuale, andando a spingere le tendenze (per alcuni estreme) di digitalizzazione dei rapporti interpersonali, dell’arte e, più in senso lato, dell’intrattenimento. Un ambito che grazie al successo di alcuni titoli ha spinto anche case di produzione più piccole verso questo approccio, capace di mutuare alcuni elementi derivativi per poi reinterpretarli anche con spirito critico o di originalità. Tra queste operazioni, troviamo anche The Caligula Effect di FuRyu, che arriva già al secondo episodio su Nintendo Switch.

L’universo finzionale di riferimento di The Caligula Effect 2 riprende a piene mani quello settato dal suo predecessore, essendone un seguito diretto, in svariati modi anche legato in termini di macro arco narrativo (pur risultando, lo vogliamo dire subito, comunque fruibile e godibile anche come prima esperienza da parte dell’utente). Il presupposto è quello di un futuro distopico nemmeno troppo fantasioso dove, grazie all’estrema popolarità raggiunta dalle Virtua Doll in ambito di intrattenimento, alcune di esse abbiano sviluppato la capacità di ammaliare la mente degli appassionati a tal punto da indurli in coma, nel mondo reale, per trasportarne la coscienza all’interno di un costrutto virtuale da loro creato, nel quale l’obiettivo dell’AI è garantire la massima felicità per tutti i suoi utenti. Una sorta di utopia digitale forzata, dove poter attrarre tutte quelle menti che, inconsciamente, stanno già cercando di scappare dalla realtà reale a causa di traumi più o meno importanti, per rifugiarsi in un contesto accogliente e soddisfacente, seppur fittizio. Tutto questo è già realtà anche nel secondo capitolo, dopo Regret sta già gestendo questo ambiente idilliaco per moltissimi utenti, se non che all’improvviso qualcosa sembra non funzionare più in maniera perfetta.

The Caligula Effect 2 - La recensione

Tutto d’un tratto, infatti, qualcosa fa breccia nel sistema: un’altra Virtua Doll riesce a penetrare dal meta-verso all’interno del mondo digitale creato da Regret e a entrare in contatto con alcuni esseri umani, particolarmente sensibili all’esistenza di un mondo reale al di fuori della finzione (una sorta di reinterpretazione del concetto alla base di Matrix, in fondo), stringendo con loro un legame e un patto che li porterà a sfidare lo status quo e a ditruggere (o a tentare di farlo) il costrutto dall’interno, per liberare le menti dei personaggi assoggettati alle menzogne digitali loro propinate. Per farlo, i vari componenti del nostro gruppi di rivoluzionari dovranno affrontare svariate tipologie di nemici, dagli NPC governati direttamente dall’AI ai poveri esseri viventi portati alla follia dal potere ipnotico delle canzoni della Virtua Doll deus-ex machina di questo universo, senza contare gli “Obbligato Musicians”: altre figure virtuali particolarmente potenti e capaci di piegare le regole del costrutto al loro volere, grazie all’intercessione della demiurga di questa realtà fittizia, che per regolare l’intero creato ha deciso di avvalersi di alcuni luogotenenti. Un intero mondo si oppone tra noi e la libertà, non soltanto in termini di entità avversarie, ma anche di pilastri alla base delle regole e delle leggi fisiche e mentali che governano l’universo che stiamo cercando di ribaltare come un calzino: un compito arduo, quasi impossibile, ma capace di fornirci le motivazioni necessarie per accettare e portare avanti la sfida!

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