Dynasty Warriors 9: Empires: la recensione

La saga principale del genere Warriors fa finalmente il suo esordio su Switch, ma fatica a reggere il confronto con le altre produzioni Omega Force già presenti sulla console di Nintendo

In questa incarnazione del famoso titolo action “1 vs 1.000”, le consuete fasi di scontro e guerra saranno ancora presenti, e in abbondanza: le dinamiche in questi momenti saranno molto simili a quanto ampiamente conosciuto nel corso di moltissimi capitoli della saga Koei-Tecmo, con tanto di mappe, passaggio rapido tra i diversi generali schierati sul campo, button smashing a caricare le barre di energia necessarie per effettuare i colpi più devastanti che abbiate mai visto; notevole la varietà e l’ampiezza del roster di guerrieri a vostra disposizione, con alcuni equipaggiamenti e alcune mosse di offesa davvero spettacolari ad arricchire un gameplay senza dubbio frenetico e ricco di azione. Purtroppo come detto il tutto è fiaccato sia da un frame rate zoppicante, che dalla scelta di ambientazioni molto ampie, con la necessità spesso superflua di attraversarle per raggiungere gli obiettivi sempre dinamici delle varie missioni, ma vuote, piatte e poco ispirate, prive di reali elementi di interessante interazione. Anche la qualità e la pulizia dell’immagine non raggiungono certo i livelli più alti visti su Switch, con modelli poligonali spesso poveri e una generale sgranatura visiva piuttosto deludente.

Difetti meno impattanti durante le lunghe e frequenti fasi gestionali, dove però si riscontra un altro problema: il tutorial è presente e molto ricco, nonché strutturato e dettagliato, ma davvero poco dinamico e, pertanto, piuttosto noioso. Senza passare attraverso di esso, però, il rischio è di venire soverchiati da un mare di informazioni e richieste testuali da parte del gioco, finendo per perdersi nel mare magnum delle necessità organizzative necessarie per non vedere fallire entro breve la nostra avventura imperialista. Sì, perché le moltissime scelte che siamo chiamati a fare continuamente in Dynasty Warriors 9 Empires, in merito alle alleanze da stringere, alle razzie da compiere, alle azioni di guerra da intraprendere o meno, non sono superficiali né scontate e, soprattutto, avranno riscontro reale sull’andamento delle nostre risorse. Una gestione poco attenta o oculata delle nostre azioni avrà come reazione quella di un generale indebolimento del nostro regno, di una progressiva diminuzione degli alleati, di un complessivo disgregamento delle nostre forze, risultando in sconfitte sempre più probabili. Non certo un difetto, ma l’estrema complessità del sistema e la sua incapacità di comunicarsi in maniera accattivante ai neofiti potrebbero finire per allontanare i più, quantomeno nelle fasi iniziali e di settaggio dell’impero stesso (che potranno durare anche diverse ore di gioco, prima di arrivare ad avere un complesso sistema organizzativo ben oliato.

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La recensione

5 Il voto

Dynasty Warriors fa il suo esordio su Switch, ma non fa che confermare quanto si era già potuto sfortunatamente valutare tempo addietro con la versione base del nono episodio: il motore grafico e l'impostazione open world scelte da Koei-Tecmo per questa saga non sono la scelta migliore sotto nessun punto di vista. Per fortuna, il team giapponese ha già ampiamente dimostrato di aver compreso il suo errore!

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