Xenoblade Chronicles 3: la recensione

L'atto conclusivo (?) di un'avventura lunga dodici anni sta per svolgersi davanti ai vostri occhi, in esclusiva per Nintendo Switch

Anche sotto il versante prettamente ludico, il terzo episodio è la summa degli aspetti principali già mostrati dai predecessori, sapientemente mischiati tra loro per ottenere un effetto finale senza dubbio familiare per gli appassionati della serie, eppure capace di spunti di novità e differenziazione non indifferenti. Il risultato è un sistema di gioco ancor più completo e maturo rispetto a prima, come se l’esperienza fatta nei primi due episodi (e nelle rispettive espansioni) fosse servito per raggiungere la forma finale di un costrutto di interattività ora al suo apice. Ma andiamo con calma, partendo innanzitutto dal sistema di combattimento. Come sempre, il titolo vi mette nei panni di diversi lottatori, suddivisi in altrettanti classi, ciascuna con i propri punti di forza; girovagando per le immense aree di gioco, incontrerete mostri o avversari sul vostro cammino e, a volte volontariamente, altre volte perché soggetti ad attacchi altrui, senza schermate di caricamento passerete attraverso una transizione senza interruzioni alla fase di lotta. Durante questa, i vostri personaggi potranno agganciare uno tra i numerosi nemici e, se sufficientemente vicini, inizieranno a sferrare attacchi base automatici. A questo punto, prendendo spunto tanto da Xenoblade quanto da Xenoblade 2, a seconda dei personaggi che avrete sotto il vostro controllo e delle rispettive classi di combattimento, avrete due opzioni principali, per attivare le mosse più potenti: ciascun componente del party avrà infatti a disposizione alcuni colpi che potranno arrecare danni maggiori a seconda della vostra posizione rispetto al nemico o, in alternativa, se eseguite con il corretto tempismo rispetto agli attacchi normali generati automaticamente; nel momento in cui queste mosse verranno eseguite nella maniera più corretta, andranno a riempire significativamente la barra di energia di una tecnica ancor più di impatto, da eseguire per realizzare quello che potrebbe essere definito un ciclo base dei vostri attacchi, per poi ricominciare da capo a riempire di nuovo l’indicatore di questi colpi particolarmente importanti. Accanto a questa dinamica, che è sostanzialmente quella primaria per riuscire a danneggiare davvero i mostri o gli avversari sul terreno di battaglia, si trovano poi numerose altre strategie di combattimento che vanno ad arricchire, anche se ovviamente a complicare in fase iniziale, tutto il comparto di gioco studiato da Monolith Soft: abbiamo ad esempio una serie di mosse concatenate da eseguire in collaborazione con gli altri membri del party (per ad esempio stordire il nemico, sbilanciarlo, lanciarlo in aria e poi sferrare un colpo in grado di schiantarlo al suolo), dove sarà necessario studiare adeguatamente i componenti del nostro gruppo, le loro classi, le relative mosse, per poi suggerire tramite appositi comandi la strategia da seguire durante gli scontri. Più difficile descriverlo testualmente che metterlo in pratica, sia per chi avesse già dimestichezza grazie ai precedenti capitoli, che per i novizi: questi ultimi, infatti, avranno a loro disposizione un tutorial senza dubbio ottimamente realizzato, al contrario di quanto avvenuto negli episodi passati.

Il team di sviluppo, infatti, memore forse delle critiche ricevute proprio in questo ambito (in particolare per quanto visto – o meglio NON visto – in Xenoblade Chronicles X, dove la stratificazione delle possibilità di gioco era assai profonda e purtroppo al contempo anche davvero ermetica) si è adoperato per far sì che tutte le numerose, variegate e ricche possibilità di interazione ludica in fase di battaglia venissero introdotte in maniera graduale, chiara e precisa. Questo si traduce in una sorta di tutorial lungo almeno quanto i primi due capitoli di gioco che, in un’opera gargantuesca come quella di Xenoblade Chronicles 3 porteranno via una decina (o una dozzina, a seconda del modo in cui ciascun fruitore deciderà di affrontare la fase esplorativa delle prime aree del mondo) di ore di gioco. Detto così il tutto sembrerebbe piuttosto tedioso, ma in realtà non è così: è vero che per i più esperti alcune delle dinamiche più basilari della saga saranno già conosciute, generando a sprazzi un senso di fastidiosa attesa di poter dare libero sfogo alle proprie capacità di gestione strategica del party, ma nel complesso il tutto risulta in realtà davvero riuscito e ben congeniato. Innanzitutto, perché il titolo non perde un solo minuto per far ingranare la storia di questi eroi, trascinandoci e coinvolgendoci appieno nelle loro gesta, tra fasi di combattimento (il titolo in pratica inizia in medias res, lanciandoci al centro di uno scontro armato piuttosto intenso) e scene animate, ottimamente realizzate. Pertanto i tempi morti in realtà non sussistono, se non per brevi ma esaustive schermate di spiegazione delle singole possibilità di scelta e azioni a nostra disposizione, che proprio per essere introdotte gradualmente, una dopo l’altra, intervallate da decine e decine di minuti di puro gioco, finiscono per non pesare per nulla sul ritmo della fruizione. Pertanto, in realtà anche gli appassionati di lunga data avranno semplicemente modo di rinfrescarsi la memoria, notare le piccole ma significative differenze introdotte rispetto al passato e, ovviamente, prendere nota delle novità presentate qui per la prima volta. Importante, ad esempio, una volta sbloccata la piena libertà di personalizzazione delle classi, attribuire alcune abilità specifiche di una tipologia di combattimento ormai padroneggiata, accanto alle nuove tecniche di base da gestire nel normale ritmo cadenzato dello scontro, stando attenti ad arrivare a caricamento di due delle mosse speciali selezionate come primarie per la fusione, così da poter attivare un super colpo derivante dall’utilizzo contemporaneo delle stesse: un ulteriore livello di stratificazione strategica della gestione delle nostre forze a abilità del tutto nuovo, che verrà spiegato in maniera chiara e per nulla complessa progredendo naturalmente lungo il canovaccio del racconto, senza alcuno modo né di perderlo, né di non comprenderlo a fondo. Se c’è un obiettivo centrato in pieno dal team di sviluppo in questo terzo capitolo, in sostanza, è la capacità di mantenere e arricchire ancor più del solito la stratificazione e la ricchezza del sistema di combattimento, senza renderlo ermeticamente poco comprensibile per il giocatore che, al contrario, verrà introdotto in maniera graduale, chiara ed esaustiva alle varie dinamiche, consentendogli di padroneggiarle senza particolari difficoltà, semplicemente continuando ad esperire l’epica narrazione che lo coinvolgerà dall’inizio alla fine di questa epopea. E se anche così alcuni dovessero essere ancora vittime di incomprensioni, sappiate che esistono tre diversi livelli di difficoltà selezionabili dall’inizio e alternabili in qualsiasi momento in modo assolutamente libero per cui…non temete: Xeboblade Chronicles 3 è davvero alla portata di tutti.

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