Kirby Dream Buffet: la recensione

Pancia mia fatti capanna, che è in arrivo una scorpacciata di Kirby!

Operazione interessante, quella del gioco che trattiamo oggi. Fino a qualche generazione fa, titoli secondari per budget e ambizione arrivavano da Nintendo come produzioni distribuite comunque nei negozi, spesso con un prezzo solo leggermente ridotto rispetto al normale, o inserite nelle linee (come la Touch Generation del DS) di appeal più casual della divisione solo portatile. Col passare del tempo, sono iniziati gli esperimenti basati sulla distribuzione invece solo digitale su entrambi gli hardware, con scelte a volte bizzarre tra quali giochi dedicare al Wii U e quali al 3DS, per arrivare poi ai giorni nostri dove l’empasse è superata dalla natura ibrida della console e dalla forza ormai preponderante dell’eShop. Ed ecco così che, dopo l’episodio di più ampio respiro mai realizzato per la serie, la palletta rosa più famosa in quel di Kyoto ritorna nel corso dello stesso anno, con una uscita estiva solo digitale, da Twitter direttamente su eShop, a prezzo contenuto.

Kirby Dream Buffet è un’opera diversa, fresca e leggera ma comunque interessante per diversi motivi. Da un lato, si cerca in maniera netta un approccio multiplayer, pur potendo gareggiare anche da soli contro altri personaggi gestiti dalla CPU. In aggiunta, è evidente dal numero di giocatori che possono connettersi localmente (2 player in split screen) come il focus primario sia addirittura il gioco online, che può mettere in competizione invece 4 giocatori alla volta in ciascuna gara. Non è certo la prima volta che Nintendo si approccia a contenuti di questo tipo e, anzi, proprio la mascotte di HAL Laboratory aveva già sperimentato in tali ambiti, ma è bene evidenziare l’antitesi tra il gioco qui proposto e le avventure principali si Kirby: un disclaimer capace sia di mettere in guardia, che di adeguare aspettative e giudizi di chi, lo anticipiamo, avrà la mente abbastanza aperta da scoprire quanto divertimento si nasconda dietro la leggerezza di fondo che Dream Buffet sprigiona da tutte le…portate.

Al di là della fruibilità di gruppo, soprattutto online, quello che poi distingue l’ultima fatica della palletta rosa è proprio il gameplay, dove troviamo ulteriori spunti di riflessione per capire i processi creativi della casa di sviluppo che, sembra evidente, sfrutta questi progetti secondari anche per testare nuove idee di gioco e modalità a volte ispirate anche da team o brand altrui, per comprenderne al meglio dinamiche e caratteristiche per poi, chissà, andarle ad integrare anche nella serie principale in un prossimo futuro. Nel caso specifico, sono chiari i rimandi a due titoli terze parti: da un lato, Monkey Ball di SEGA, visto come tutti i personaggi (Kirby di vario colore) possano muoversi lungo i livelli soltanto rotolando suipiedi propri corpi, completamente sferici. Basteranno pochi secondi per rendersi conto delle somiglianze nel metodo di controllo tra Dream Buffet e uno qualunque degli episodi dei primati rotolando. Dall’altro lato la competizione multi giocatore lungo percorsi fatti di salti, ostacoli, curve, salite e ripide discese su materiali di vario tipo e natura coi loro effetti di accelerata o rallentamento rimandano a uno dei fenomeni online più caldi degli ultimi mesi, quel Fall Guys arrivato recentemente anche su Switch come F2P. La differenza principale è composta dal numero più limitato di partecipanti e da una semplicità più spiccata, sia per l’interferenza meno problematica degli avversari che per la composizione più permissiva delle piste.

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