Temtem: la recensione

Pokémon killer!? Lo abbiamo provato per voi

Da che mondo e mondo, così come sono folte le schiere di appassionati di Pokémon, è altrettanto rumoroso l’esercito di detrattori, che lamentano più o meno a ragione vari difetti e limiti di una formula che però, volenti o nolenti, ha saputo raccogliere un enorme successo nell’arco di oltre 25 anni di permanenza sul mercato. Vuoi perché dovrebbe essere open world, vuoi perché dovrebbe avere componenti online più spiccate, vuoi perché dovrebbe investire di più sul motore grafico, vuoi per questo o per quello, sembrerebbe quasi che sia pieno di game designer capaci di creare e mantenere un franchise multimilionario per così tanto tempo sulla cresta dell’onda (un po’ come in Italia siamo tutti C.T. della Nazionale di calcio). Eppure, non sono stati poi molti i prodotti capaci realmente di imporsi come alternative credibili, soprattutto nel lungo periodo, ma come in ogni episodio che si rispetti di questo famoso brand…un nuovo sfidante si avvicina! Siete pronti allo scontro? Temtem è ora disponibile.

Annunciato ormai diverso tempo fa, con il dichiarato obiettivo di fornire un’alternativa più completa e moderna rispetto all’originale, Temtem vi metterà nei panni di un avatar pronto a partire all’avventura sulle diverse isole che compongono un esotico arcipelago, popolato da strane creature mostruose, combattenti ma affabili, di nome appunto Temtem. Il protagonista, ampiamente personalizzabile in termini sia di genere che di outlook, con tanto di scelte inclusive sotto il versante delle denominazioni di sesso, è giusto giusto all’inizio di una nuova sessione di lezioni presso l’area di studio di questi particolari animaletti presente sull’isola principale della zona e verrà accompagnato da un coetaneo amico-rivale ad assistere agli insegnamenti di un Dottore che, per introdurli al mondo di queste creature, per prima cosa offrirà loro la possibilità di scegliere un compagno di esplorazione e combattimento. Ecco così che, dopo pochi minuti di gioco, potremo optare per uno dei tre mostri tascabili iniziali, che segnerà l’inizio della nostra avventura: da quel momento lo porteremo sempre con noi, all’interno di una specie di card elettronica che possiede la capacità di catturare i Temtem e preservarli perfettamente in salute al suo interno. Grazie ai generosi regali elargiti dal Professore, che per l’occasione ci fornirà un piccolo mazzetto di queste meraviglie tecnologiche, nonché un altro mostriciattolo di accompagnamento in grado di identificare particolari sorgenti di energia, potremo lanciarci letteralmente al centro dell’esplorazione dell’Arcipelago, stando attenti tanto ai mostri selvatici, sempre pronti ad attaccarci, quanto agli altri ammaestratori di Temtem, inclini ad attaccar briga per dimostrare di essere i lottatori più esperti della regione. Tutto suona estremamente familiare, dagli starter alle pokéball, dagli allenatori ai professori, passando per le dinamiche di ricerca, cattura e lotta tipiche della più famosa produzione Nintendo, lungo un solco di emulazione che rischia spesso di sfociare dall’adulazione alla scopiazzatura, peccando fortemetne di originalità.

Uno dei lati positivi di un’operazione di questo…”stampo”, è quella di sapere bene o male cosa aspettarsi entrando in confronto con il gioco vero e proprio: ecco così che possiamo dirvi come le creature presenti quantomeno nella versione iniziale di Temtem sono 164 (di molto inferiori al novero di mostriciattoli tascabili degli ultimi episodi di Pokémon, ma d’altronde la serie di Nintendo può contare su oltre due decenni di…”evoluzione” del roster), un numero comunque piuttosto importante, per un primo capitolo e un’avventura del tutto nuova; la storia principale (affrontabile anche in modalità single player, per quanto il gioco richieda sempre un check della connessione online, viste le numerose funzioni di interazione social e online inserite nel titolo) si può completare attorno alle 40 ore di gioco, anche se come anticipato è facile prolungarla anche oltre, qualora ci si lasciasse trasportare dall’integrazione della community (vero aspetto di differenziazione rispetto alla fonte di ispirazione di Pikachu e compagni); la regione dell’Arcipelago è piuttosto vasta e varia, articolata lungo 6 isole maggiori, ciascuna caratterizzata da flora e (soprattutto) fauna specifiche, in grado di offrire un discreto grado di cambiamento contestuale, pur mantenendo una buona coerenza sia estetica che diegetica. Nell’insieme, il paradosso è che se si prendesse questo sforzo creativo e di programmazione come il primo passo di un progetto originale, di carne al fuoco ce ne sarebbe più che a sufficienza per applaudirne il risultato, mentre ovviamente in termini comparativi il tutto risulta un po’ scarno e soprattutto già visto, in forme per altro più mature.

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