Front Mission 1st: la recensione

Un classico del genere strategico fa il suo ritorno, da Forever Entertainment su Nintendo Switch

Dal punto di vista ludico il gioco è uno strategico a turni, con impostazione dell’arena a griglia, movimenti limitati, attacchi sia ravvicinati che a distanza, a seconda dell’equipaggiamento che avrete a disposizione sui vostri mezzi corazzati. Sì, perché in Front Mission la guerra verrà fatta da soldati a bordo di mech, denominati Wanzers, con la possibilità di variarne notevolmente armamentario e caratteristiche di combattimento progredendo nel corso del gioco e acquistando svariati moduli di personalizzazione dei mezzi negli appositi negozi. Fare esperienza tanto sul campo di battaglia quanto nelle arene in combattimenti 1 vs 1 sarà quindi importante per poter ottenere i punteggi e i fondi necessari da investire per modulare alla perfezione l’equipaggiamento, a seconda dell’approccio strategico preferito da ciascun fruitore. Una volta scesi sui campi di combattimento, poi, il titolo offrirà molti degli elementi ormai classici del genere, con alcune varianti specifiche da tenere a mente per potervi godere davvero l’avventura. Nel gioco, infatti, i vari Wanzers sono composti da varie parti (principalmente, i quattro arti e il busto centrale) e per eliminare un avversario della battaglia sarà importante portare a 0 i vari punti energia di tutti i moduli che ne compongono la struttura. Per farlo, dovrete imparare a ottimizzare i vostri attacchi, utilizzando di volta in volta le diverse armi a vostra disposizione. Semplificando per amor di recensione, possiamo dire che i missili sono quelli in grado di applicare maggiori danni e da una maggiore distanza, senza però poter in alcun modo determinare su quale area del corpo avversario arrecare il danno; le mitragliatici funzionano ottimamente su una gittata ridotta e hanno una parziale possibilità di allocare danni solo alle aree ancora attive del mech nemico; i pugni metallici del vostro Wanzer, invece, sono sfruttabili soltanto nel corpo a corpo, ma potrete selezionare una specifica zona dove infliggere il danno, così da focalizzare al meglio il vostro attacco, magari per finire un soldato solo ancora parzialmente attivo sul campo di battaglia. La capacità di selezionare i proprio movimenti sulla griglia, diversificando anche le unità a nostra disposizione a seconda dell’equipaggiamento specifico di ognuna in base alle diverse esigenze del caso, sarà fondamentale per riuscire a sopravvivere e vincere le dure battaglie che vi aspettano.

Il comparto tecnico come in tutte le opere di Forever Entertainment non è di primissimo piano, ma nel caso specifico dobbiamo constatare come molte delle migliore aggiunte al prodotto originale, siano oggettivamente migliorative. Da un lato, il puro comparto visivo è senza dubbio un evidente processo di make up estetico, con texture ad alta definizione, svariati effetti di luce e superficie aggiunti, qualche ritocco agli effetti speciali legati in particolare alle esplosioni e al fuoco, e modelli poligonali lievemente più complessi e animati in maniera più convincente. Ma al di là di questo aspetto, che piace anche senza convincere, è la proposta di nuovi elementi (definibili forse come QoL, volendo) che rende interessante il progetto qui analizzato: nel titolo sarà infatti possibile fruire l’esperienza in modalità classica, rispettando in tutto e per tutto il titolo originale, oppure moderna. Le principali differenze sono la visuale ortogonale fissa e il movimento lento dei mech sul terreno, contrapposti invece a una visuale prospettica, a un movimento libero della visuale con gestione della telecamera tramite secondo analogico, la presenza della mappa tattica e un generale ribilanciamento anche delle dinamiche/statistiche di gioco. Pur essendo rivolto ai nostalgici dei giochi di una volta, non possiamo che offrire il nostro plauso agli sviluppatori che sono riusciti, con la modalità moderna, a mantenersi fedeli al feeling originario, migliorandone però notevolmente la fruibilità per gli standard odierni, offrendo queste poche e semplici migliorie che, nel complesso, risultano ottimamente realizzate ed implementate, tanto da rendersi secondo il nostro giudizio, imprescindibili per godere appieno del prodotto. Se provato attraverso questa modalità, il gioco conserva il tono, le atmosfere e anche le difficoltà (per quanto ci siano ben 7 possibilità di scelta, in merito a danni subiti o inferti e altri elementi statistici di combattimento) del prodotto originale, trasportandolo davvero in uno scenario di fruizione più attualizzato.

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La recensione

7 Il voto

La nuova opera nostalgica di Forever Entertainment si muove sul solco delle precedenti operazioni similari realizzate nel corso degli ultimi mesi dal team europeo, ma la natura stessa del prodotto di base consente di ottenere un pacchetto completo più convincente. Le nuove opzioni di fruizione migliorano le possibilità di interazione con un fulcro che resta invariato rispetto a quanto di buono creato in passato da Square-Enix, in un genere che consente di non far pesare troppo le scelte fin troppo conservatrici sotto il profilo puramente tecnico.

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