Switch 2: Tales of ARISE – Beyond the Dawn Edition: la recensione

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Il JRPG rappresenta da decenni uno dei generi più identitari e riconoscibili dell’intera industria videoludica giapponese. Fin dagli anni Ottanta e Novanta, opere provenienti dal Sol Levante hanno contribuito a definire il concetto stesso di videogioco su console, costruendo mondi fantasy memorabili, personaggi iconici e sistemi di progressione profondi che hanno accompagnato intere generazioni di giocatori. Ancora oggi, nonostante il mercato si sia profondamente evoluto, il genere continua a mantenere una rilevanza enorme sia dal punto di vista commerciale sia culturale. Le piattaforme Nintendo hanno sempre rappresentato terreno particolarmente fertile per il pubblico JRPG. Dalle epoche 8 e 16 bit fino all’attuale successo del concetto ibrido Switch, le console della casa di Kyoto hanno ospitato alcune delle opere più importanti del genere, intercettando un’audience fortemente legata tanto alla tradizione quanto all’evoluzione delle formule ludiche giapponesi. Nel corso del tempo il JRPG ha inoltre sviluppato due anime principali. Da una parte troviamo l’approccio più classico e strategico basato sui combattimenti a turni; dall’altra una progressiva evoluzione verso sistemi d’azione in tempo reale, capaci di rendere l’esperienza più dinamica e spettacolare senza rinunciare agli elementi tipici del genere. È proprio all’interno di questa seconda corrente che la saga Tales si è ritagliata un ruolo fondamentale. Fin dalle sue origini, la serie ha infatti rappresentato uno dei principali punti di riferimento dell’action JRPG, grazie a un combat system rapido, party numerosi, forte estetica ispirata all’estetica e ai trope narrativi deo mondo anime e una particolare attenzione alla componente relazionale. Un’identità che nel tempo ha contribuito a renderla una delle proprietà intellettuali più riconoscibili del panorama RPG giapponese.

La storia della saga Tales attraversa ormai diverse generazioni hardware e rappresenta uno dei percorsi più interessanti dell’intero panorama JRPG giapponese. Nata negli anni Novanta, la serie ha progressivamente costruito una forte identità grazie a un mix di narrativa anime, sistemi di combattimento in tempo reale e cast corali particolarmente amati dal pubblico. Nel corso degli anni il franchise ha trovato una collocazione sempre più vicina all’universo Sony PlayStation, diventando quasi sinonimo di JRPG action sulle piattaforme della casa giapponese. Tuttavia, il rapporto con Nintendo è stato storicamente molto più importante di quanto spesso si ricordi oggi. Uno dei casi più emblematici resta Tales of Symphonia, pubblicato in esclusiva su Nintendo GameCube in un periodo in cui il mercato Nintendo non veniva considerato terreno particolarmente favorevole per i JRPG più maturi. Eppure il titolo riuscì a ottenere un successo straordinario soprattutto in Occidente, diventando per anni l’episodio più venduto della saga grazie in particolare all’ottima ricezione negli Stati Uniti e in Francia. Diversa fu invece la sorte di Tales of Graces, inizialmente pubblicato come esclusiva Wii. Nonostante la qualità del progetto, il titolo incontrò difficoltà commerciali inattese, contribuendo indirettamente a un progressivo allontanamento della serie dalle piattaforme Nintendo. Negli anni successivi il franchise si consolidò quasi definitivamente nell’ecosistema PlayStation, dove continuò a crescere sia in termini produttivi sia di riconoscibilità internazionale.

L’enorme successo globale del concetto ibrido introdotto da Nintendo Switch ha progressivamente modificato anche le strategie di molti publisher giapponesi storicamente più vicini ad altri ecosistemi hardware. Negli ultimi anni numerose saghe RPG hanno infatti ritrovato spazio sulle piattaforme Nintendo, spinte da una base installata enorme e da un pubblico particolarmente ricettivo verso le produzioni giapponesi. Anche la serie Tales ha iniziato gradualmente a riaffacciarsi su Switch attraverso remaster e riedizioni di episodi storici. Si è trattato però di un percorso non sempre impeccabile: diversi porting risultavano infatti basati su capitoli ormai piuttosto datati, talvolta accompagnati da ottimizzazioni discutibili o da problematiche tecniche che ne limitavano l’impatto. In alcuni casi, persino la compatibilità con Nintendo Switch 2 si è rivelata meno immediata del previsto. Proprio per questo motivo, l’arrivo di Tales of Arise assume un significato molto più importante di quanto possa sembrare superficialmente. Non si tratta semplicemente del recupero di un vecchio episodio, ma dell’approdo su hardware Nintendo di quello che viene generalmente considerato il primo vero Tales Of “moderno” dal punto di vista produttivo e tecnico. Il progetto arriva ancora una volta con un certo ritardo rispetto alle altre piattaforme, ma la sua attualità ludica rimane estremamente evidente. Soprattutto, emerge chiaramente l’impegno di Bandai Namco Entertainment nel confezionare una conversione curata e completa per Nintendo Switch 2. Un segnale che potrebbe rappresentare il primo passo verso un supporto finalmente contemporaneo della saga sulle future piattaforme Nintendo.

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Con Tales of Arise, Bandai Namco Entertainment ha cercato di ridefinire profondamente l’identità moderna della saga Tales. Dopo anni di capitoli apprezzati soprattutto dagli appassionati storici ma percepiti come tecnicamente conservativi, Arise ha rappresentato il primo vero salto produttivo della serie, tanto da essere considerato da molti una sorta di “rinascita” contemporanea del brand. L’utilizzo dell’Unreal Engine ha consentito al team di compiere un netto passo avanti sul piano visivo, proponendo ambientazioni molto più dettagliate, animazioni più fluide e una regia sensibilmente più cinematografica rispetto al passato. Anche il combat system è stato evoluto in maniera importante, mantenendo le fondamenta action storiche della saga ma arricchendole con maggiore spettacolarità, effetti scenici e dinamismo. Il progetto ha ottenuto una ricezione molto positiva sia dalla critica sia dal pubblico, riuscendo inoltre a raggiungere risultati commerciali particolarmente rilevanti anche fuori dal Giappone. Un successo che ha consolidato ulteriormente la posizione della serie nel panorama degli action JRPG contemporanei. L’arrivo su Nintendo Switch 2 avviene inevitabilmente in ritardo rispetto alle altre piattaforme, ma il titolo conserva ancora oggi una forte attualità ludica e produttiva. Soprattutto, emerge chiaramente la volontà di proporre ai possessori della nuova console Nintendo un’esperienza completa e convincente, ben distante da certe conversioni più superficiali viste in passato. È un dettaglio importante, perché lascia intravedere la possibilità che il rapporto tra Tales Of e Nintendo possa finalmente tornare stabile anche per i capitoli futuri.

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