Il piano è semplice: nascondere in un punto tranquillo della Control Zone l’APC (dando in primo luogo la possibilità alla propria fazione di raggiungere il fronte più agilmente), costruirgli intorno un avamposto fortificato in grado di richiamare la Hot Zone su di esso (con attenta pianificazione è possibile fare anche questo) e, grazie al moltiplicatore che garantisce, dare il colpo finale al punteggio negli ultimi minuti di partita. Si aprono le danze quindi. Il giocatore parte con un camion carico dell’occorrente per stabilire l’avamposto, mentre il suo compagno di squadra attende impazientemente che l’APC appaia in base (purtroppo non può essere acquistato). Raggiunto il luogo designato, nascosto sul limitare di un fitto bosco, la squadra di due inizia a darsi da fare. Costruisce fortificazioni, mortai, postazioni antiaeree, e la fazione se ne accorge, iniziano quindi a schierarsi sempre più soldati dall’APC, alcuni corrono verso la Hot Zone, altri restano e aiutano a costruire. Arrivano camion carichi di rifornimenti, elicotteri che ne sganciano dall’alto a profusione, in tantissimi decidono di contribuire all’iniziativa. Anche il nemico se ne accorge, forse uno solo e, inaspettatamente, un ronzio rompe il silenzio degli operai soddisfatti che contemplano il proprio lavoro. Un drone esplosivo si schianta sul radar dell’APC, distruggendolo. Presto fatto, si ripara il radar e si alzano le pareti del bunker per precauzione, ma, soprattutto, si ultimano i lavori per la costruzione della trivella, la costruzione in grado di richiamare la Hot Zone. Una volta attivata il gioco è fatto, la Hot Zone viaggia velocissima verso la trivella, dove un numero cospicuo di soldati, appena schierati dall’APC, la aspettano. Gli ultimi 15 punti volano alla loro fazione in un batter d’occhio, con l’unico rimpianto di non aver potuto misurare le difese dell’avamposto contro un assalto nemico.

Questo è Wardogs, un vero e proprio sanbox, dai confini ben studiati, con un ottimo sistema di progressione, grandi possibilità di integrazione di nuovi contenuti e una curva di apprendimento alta, ma soddisfacente in quasi ogni passaggio. Pur disorientando molto il neofita è abbastanza comprensibile nelle sue meccaniche e, cosa più importante, permette di scegliere il ruolo più in linea con la propria indole videoludica o che semplicemente si adatti meglio ai diversi momenti della giornata. Graficamente non siamo ai livelli di Battlefield 6, ma si colloca sicuramente al di sopra della qualità grafica di molti dei più noti MilSim, inoltre il titolo è ben ottimizzato e i server sono davvero stabili. Può capitare di imbattersi in glitch e imprecisioni tecniche di vario genere ma trattandosi di un accesso anticipato, con release fissata al 2028, al prezzo di circa 40 euro, non ci si può davvero lamentare. Allo stato attuale, l’unica debolezza del titolo è una community ancora poco raffinata, con la conseguenza che molto spesso, in balia dell’assenza di visione strategica del resto della fazione, ci si ritrovi a giocare partite davvero inconcludenti, completamente schiacciati dall’egemonia di una delle tre fazioni e impossibilitati a rispondere. Menomale che, come detto, si possa sfuggire facilmente alla monotonia.











