PlayStation 5: Stupid Never Dies: la recensione

..Salvare la donna che amate e, magari, l'intera umanità.. Non fatevi troppe domande e picchiate qualsiasi cosa vi si pari davanti!

Per quanto riguarda la cornice narrativa c’è poco da dire, descritta attraverso brevi cutscene e didascalie, si dimostra poco più che un pretesto per le imprese di Davy, sfiorando solo vagamente tematiche sociali come l’emarginazione e l’idealizzazione della persona amata, il tutto annaffiato con abbondante umorismo demenziale, non sempre convincente, ma, se piace il genere, nemmeno sgradevole. Il comparto artistico rappresenta invece uno degli aspetti più riusciti della produzione. Le sequenze narrative combinano fotografie, illustrazioni sovrapposte, texture che richiamano la grana della pellicola e scenografie che simulano ritagli di carta. Questa direzione artistica, affiancata da colori vivaci e animazioni volutamente caricaturali, conferisce al gioco una personalità riconoscibile e riesce a rendere coesa un’insalata di elementi stilistici davvero distanti tra loro. Un approccio piuttosto punk, come effettivamente la title track sottolinea in modo esplicito. A completare il quadro troviamo un hub ricco di attività secondarie, collezionabili e playlist musicali di vario genere, oltre a diverse valute dedicate a specifiche categorie di potenziamenti. Anche in questo caso, tuttavia, l’abbondanza di sistemi non coincide sempre con una migliore esperienza d’uso, la gestione delle risorse può risultare dispersiva e alcune soluzioni dell’interfaccia appaiono inutilmente macchinose.

Stupid Never Dies è un titolo doppia A che può incuriosire chi apprezza le produzioni d’azione eccentriche e una difficoltà media tutto sommato poco impegnativa, ma che difficilmente riuscirà a conquistare chi cerca un’esperienza solida e ben rifinita in ogni suo aspetto. Ciò detto, al prezzo di appena 50 euro, siamo sicuramente di fronte a un buon ingresso nel mercato videoludico per la neonata GPTRACK50, meritevole di aver confezionato un titolo piacevole, se preso con la giusta consapevolezza.

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La recensione

6.5 Il voto

A causa di una progressione eccessivamente frammentata, di alcuni aspetti grossolani del combat system e di una struttura roguelite abbastanza ripetitiva, perde punti sulla rampa di lancio per il successo, seppure sulla scorta di idee di gameplay chiare e di una direzione artistica originale.

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