LumenTale: Memories of Trey è un nuovissimo monster collector RPG sviluppato da un team italiano che punta dritto al cuore dei fan di questo genere. L’ispirazione è chiaramente Pokémon, e il gioco non prova nemmeno a nasconderlo, ma invece di limitarsi a copiarne la formula cerca di darle un taglio personale, più legato al percorso del protagonista. Nei panni di Trey vi ritrovate coinvolti in un viaggio che parte in modo semplice: un ragazzo, un mondo pieno di creature misteriose chiamate Animon e un evento iniziale che mette in moto una serie di domande su ciò che sta accadendo a Talea. La storia ruota attorno a un fenomeno anomalo che coinvolge proprio gli Animon e al legame speciale che Trey sembra avere con loro. Non è una trama complicata, ma ha abbastanza spunti per accompagnare l’avventura e dare un senso ai vari spostamenti tra un’area e l’altra.

Il mondo di gioco è colorato, accogliente e piacevole da esplorare, anche se non è enorme. Non punta sulla vastità, ma su una struttura ad aree ben definite, collegate tra loro in modo chiaro. Una delle scelte stilistiche più riuscite e carine è la mappa: l’ambiente è in 3D, mentre i personaggi che si muovono sullo sfondo sono in pixel art. Questo contrasto funziona sorprendentemente bene, dà personalità al gioco e lo rende immediatamente riconoscibile senza risultare confuso o caotico.

Il gameplay è il vero centro dell’esperienza e si vede che il team ci ha lavorato con attenzione. Gli Animon sono le creature che ci accompagneranno per tutta l’avventura e la struttura è quella classica del genere: si incontrano, si catturano e si allenano, con statistiche, tipi e abilità che definiscono il loro ruolo in squadra. Non ci sono sistemi particolarmente complessi o sperimentali, ma il gioco punta sulla chiarezza e sulla varietà delle creature, che livellano e imparano nuove mosse man mano che si procede.

La costruzione del team è semplice da capire ma comunque appagante, perché ogni Animon ha un’identità chiara e un set di abilità che spinge a provare combinazioni diverse invece di affidarsi sempre agli stessi due o tre. I combattimenti sono a turni e, a livello di struttura, risultano familiari a chiunque abbia giocato anche solo un paio di JRPG o un qualsiasi Pokémon-like. Scelta la squadra e le mosse, si gestiscono debolezze e resistenze e si gioca di anticipo sugli avversari. Le mosse hanno effetti diversi, alcune più dirette, altre più strategiche, e la gestione dei tipi rende gli scontri un minimo più ragionati senza diventare mai frustranti. È un sistema che non vuole reinventare nulla, ma funziona perché è solido, leggibile e con un ritmo piacevole. La difficoltà è bilanciata in modo da non costringere a ore di farm, ma nemmeno da far passare tutto in automatico: bisogna comunque scegliere un team che abbia senso.

La progressione è piuttosto lineare, ma nel senso buono del termine. Come detto, non ci sono momenti in cui si è costretti a fermarsi per ore, e il gioco accompagna in modo naturale da un’area all’altra. I nuovi Animon vengono introdotti con un ritmo abbastanza costante e la durata complessiva dell’avventura si assesta sulle 12–15 ore, un tempo che si adatta bene al tipo di esperienza proposta: abbastanza lungo da affezionarsi al mondo e ai personaggi, ma senza trascinarsi inutilmente. Anche l’esplorazione, pur non essendo il focus principale, è piacevole. Le aree non sono gigantesche, ma sono pensate per essere attraversate senza perdersi, con qualche deviazione opzionale, qualche segreto e diversi NPC con cui scambiare due parole. Non è il tipo di gioco che punta a sommergervi di contenuti secondari, ma quello che c’è è coerente con il tono generale e contribuisce a dare un minimo di vita al mondo.

Dal punto di vista tecnico e artistico, LumenTale non punta a stupire con effetti speciali, ma con coerenza. Lo stile è morbido, colorato, con un’atmosfera che ricorda un vero “comfort game”. Gli Animon hanno un design semplice ma riconoscibile, le interfacce sono chiare e leggibili e, nel complesso, tutto comunica l’idea di un progetto curato, anche se non perfetto. Qualche animazione risulta un po’ rigida e alcuni ambienti avrebbero potuto essere più dettagliati; inoltre, soprattutto nelle prime ore, si ha la sensazione di essere sommersi da un numero di dialoghi forse eccessivo rispetto al ritmo dell’avventura. Sono piccole imperfezioni, nulla che rovini l’esperienza, e rientrano pienamente nei limiti comprensibili di un titolo indipendente.
La recensione
In definitiva, LumenTale: Memories of Trey è un Monster Collector RPG che intrattiene con semplicità, chiarezza e una buona dose di personalità. Prende una formula che conosciamo tutti, la dichiara apertamente e ci costruisce sopra un’identità propria fatta di scelte stilistiche riuscite, un mondo piacevole da esplorare e un sistema di combattimento solido, anche se non rivoluzionario. E’ un gioco curato, sincero e soprattutto divertente da giocare. Se vi piacciono i giochi in cui si catturano creature, si costruiscono squadre e si sperimenta con abilità e sinergie, questo progetto italiano merita decisamente una chance.








