Xenoblade Chronicles 2: la recensione

Monolith Software ritorna con un'opera imponente e affascinante, carica di stile, avventura, combattimenti e tante, tante emozioni. Assolutamente da non perdere!

Come già ampiamente discusso in fase di hands on e di anteprima da parte del nostro sito, il sistema di combattimento si fonda sulle solide e caratteristiche basi dei capitoli precedenti, andando però a introdurre anche alcune varianti, capaci di rinfrescarlo e contemporaneamente di arricchirlo e semplificarlo. L’aggettivo più idoneo è probabilmente “stratificato”, visto che il battle system si compone letteralmente di diverse fasi: la gestione delle Gladius a nostra disposizione tramite i tasti frontali del JoyCon Sinistro, la gestione delle Tecniche attivabili caricandole con gli attacchi automatici tramite i tasti frontali del JoyCon destro, l’attivazione delle Special di 1° livello tramite tasto A per il protagonista e tramite i dorsali per i nostri membri compagni del party e i “percorsi” di Super di livello crescente per concatenare effetti sempre più devastanti nei confronti dei nemici, combinando attacchi di varia natura. Tutto si basa essenzialmente sulla natura delle Gladius che, raccolte in giro per il mondo, si differenziano in base a potere elementale di riferimento (fuoco, vento, acqua, terra…), ciascuno capace sia di infliggere maggiori danni a seconda dei nemici affrontati, che di generare percorsi di combo differenti a seconda della combinazione con Gladius di altri elementi, appartenenti a Rex piuttosto che ai suoi compagni. Ricordiamo infatti che il gioco consente di avere fino a 3 membri attivi nel party, liberamente controllabili come main unit, ciascuna delle quali a sua volta può avere attive fino a 3 “Blades” (nome straniero per le Gladius), a scelta tra le numerose collezionabili (siano esse comuni, piuttosto che rare). Il risultato principale di questo sistema di combattimento stratificato è quello tipico di molte produzioni Nintendo, dove esiste un livello di fruibilità piuttosto immediato (cosa atipica ripensando a Xenoblade Chronicles X), ma in grado di offrire numerosi spunti di approfondimento agli appassionati, capaci di infliggere un numero di danni assai più elevato, andando a lavorare su tutto il discorso di possibili reazioni a catena delle varie tipologie di attacco. Innegabile poi la miglioria in termini di immediatezza derivante dall’assegnazione diretta di un tasto per ciascuna azione, contrariamente alla “fila” di possibili tecniche vista in passato. Il gusto del combattimento quindi resta invariato, se non addirittura arricchito rispetto al passato.

Xenoblade Chronicles 2' Review: A Great Game But With A Few Performance  Issues

Sul versante tecnico, il prodotto riesce a mozzare il fiato come fecero i precedenti. Rispetto al primo capitolo che seppe stupire per un’impostazione senza precedenti del concetto di open world persino su un hardware meno performante della concorrenza, o rispetto a X che propose un balzo generazionale tecnico completo, questo episodio per Switch ha un “wow factor” meno impattante, ma la base su cui opera è senza dubbio sufficientemente significativa per restare ammaliati. Lo scheletro dal punto di vista tecnico è quello dell’episodio Wii U, con però una cura maggiore di alcuni aspetti come le collisioni ambientali, le texture delle superfici e dei mostri. Anche i modelli dei personaggi, aiutati dalla scelta stilistica del “toon shading”, si innalzano sopra la media offerta da Monolith software dal punto di vista sia poligonale che delle animazioni (il tutto al di là del discorso sulla direzione artistica scelta, molto soggettiva). Sul versante delle ambientazioni, il gioco affascina, pur essendo strutturato in modo diverso e per certi aspetti meno impattante dell’unico enorme e liberamente esplorabile pianeta Mira: le ambientazioni sono senza dubbio vaste e piuttosto numerose e varie, essendo ciascun Titano sostanzialmente un “mondo” a sé, ma nell’insieme forse tecnicamente meno difficoltose da gestire: anche per questo probabilmente l’impatto grafico è più curato, così come sorprendono in positivo i tempi di caricamento. Presenti soltanto durante i teletrasporti o a cavallo di scene animate, hanno una durata davvero ridotta, capace di non far minimamente pesare la loro comunque diluita presenza. Va inoltre aggiunto come anche il frame rate, se paragonato ad esempio a The Legend of Zelda: Breath of the Wild (un altro titolo di ampio respiro uscito nello stesso anno sulla medesima console) risulti piuttosto solido, sia durante le fasi di combattimento (molto ricche e “popolate” di vari elementi a schermo) che in quelle di esplorazione; soprattutto nelle numerose e grandi aree cittadine il confronto con l’ultima fatica del team di Aonuma premia il lavoro svolto da Monolith Software. Questo aspetto è probabilmente stato preferito a discapito della risoluzione, che azzardiamo essere dinamica tra 720 e 900p a schermo TV e tra 600 e 720p in modalità portatile. In entrambi gli usi, comunque, calcolando la vastità del mondo di gioco, i suoi inesistenti tempi di caricamento e il suo impatto visivo complessivo, riteniamo l’offerta davvero di alto livello. In ultima analisi, l’accompagnamento musicale è semplicemente sublime, con un buon doppiaggio inglese (e non americano), arricchito dalla possibilità di scaricare gratuitamente il Voice Over originale giapponese, ma soprattutto una colonna sonora “ambientale” di Matsuda assolutamente da vivere.

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La recensione

9.5 Il voto

Xenoblade Chronicles 2 è la ciliegina sulla torta di un primo anno di Switch da leccarsi i baffi: forse meno capace di stupire rispetto ai predecessori in quanto terza iterazione di un modello ormai noto al pubblico appassionato della casa di Kyoto e privo di un “hook” altrettanto originale come furono il primo approccio open world su Wii e l’introduzione dei Mech sull’episodio X, il gioco parte da fondamento più che solide cercando di arricchire una formula senza dubbio molto amata. L’introduzione di un background narrativo avvincente, fatto di personaggi ben delineati e un approccio alle scene registiche di maggiore impatto; la variazione del sistema di combattimento reso al contempo più snello ma più soddisfacente; un comparto tecnico molto solido e la colonna sonora forse migliore della saga fino a oggi fanno dell’esperienza di gioco un gioiello da vivere sia a schermo TV che in modalità portatile (magari sfruttandone questo aspetto per aumentare di livello il nostro party, fermandoci a riposare in una delle varie locande sparse a bordo dei Titani). Che sia in versione semplice o limitata (arricchita dal CD con la OST, dall’artbook di 200 pagine e dallo steel case inclusi nella confezione); che sia con i JoyCon o con il Pro Controller serigrafato, una cosa è certa: il 2 dicembre è Natale anticipato per i possessori di Switch amanti dei JRPG!

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