Darq – Complete Edition: la recensione

Se i sogni son desideri, cosa sono gli incubi? Senza dubbio, un luogo da cui scappare, quantomeno secondo l'autore di questa piccola ma preziosa opera indipendente

Al di là della risoluzione degli enigmi legati alla complessa struttura degli spazi di gioco, in Darq sarete chiamati anche a interpretare correttamente, a volte anche tramite trial&error, alcuni elementi più circostanziali, come l’utilizzo degli oggetti corretti nelle situazioni necessarie, piuttosto che l’esecuzione di una determinata azione al momento opportuno, senza farvi mancare anche fasi più dinamiche di interazione con veri e propri nemici, dai quali dovremo sempre e comunque nasconderci o scappare. Il combattimento, infatti, non è parte integrante di un’avventura che fa del ritmo compassato, del ragionamento e dell’atmosfera i suoi punti di forza; punti di forza che è capace di trasmettere con coerenza e convinzione, grazie a un senso di gioco appagante e a una direzione artistica di altissimo livello. Al di là delle tinte in bianco e nero, leggermente sfocate, quello che saprà stupirvi saranno la varietà delle ambientazioni, la minimalista ricchezza degli scenari, il forte simbolismo delle scenografie e, pur essendo il gioco sostanzialmente privo di vere e proprie cut-scene, la sapiente seppur rara regia: in determinati momenti, infatti, la distorsione del punto di vista saprà offrire scorci davvero accattivanti di quella che, evidentemente, è la visione autoriale di un mondo onirico fattosi incubo.

DARQ, dalla Gamescom 2020 arriva un video gameplay del DLC The Crypt -  GamingTalker

Dal punto di vista tecnico, Darq si comporta bene su Nintendo Switch, sia in modalità portatile che su schermo TV: il gioco non rappresenta una sfida particolarmente ostica per l’hardware di Nintendo, con una semplicità spiccata per quel che concerne mole poligonale, volume di elementi in scena o particolari effetti visivi. La forte impronta stilistica, fatta di accostamenti cromatici realizzati in tonalità di grigi, rende perfettamente l’idea dell’artista anche sulla console ibrida della casa di Kyoto, con risoluzioni buone e una fluidità più che godibile. La limitatezza degli ambienti di gioco non spreme il tablet in maniera eccessiva e consente una fruibilità piena del prodotto pensato dagli sviluppatori. Il ritmo di gioco, fatto di piccole aree interconnesse e intervallate da salvataggi in rapida successione, ben si adatta per altro anche alle sessioni più mordi & fuggi della modalità portatile, per un prodotto che, viste le atmosfere oniriche sia a livello visivo che sonoro, sembra particolarmente indicato per essere goduto sotto le coperte, con tanto di cuffie. Insomma, davvero uno di quei titoli che spesso ci sentiremmo di indicare “perfetti per Switch”.

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La recensione

7 Il voto

Darq - Complete Edition offre una discreta mole di contenuti, sostenuti da due cardini principali: una direzione artistica convincente da un lato, e una giocabilità sagace dall'altro. Il puzzle game in tinte di grigio qui preso in considerazione supera l'esame di uno scrutinio severo, che decreta come l'ispirazione tratta dalla cinematografia di Burton o dalla ludoteca di Playdead non finisca per soffocare l'anelito di originalità che il suo creatore ha voluto, e saputo, infondere a quest'opera.

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