Aluna: Sentinel of the Shards: la recensione

Viaggiamo con una supereroina semidivina alla scoperta della civiltà Inca, tra foreste maledette e rituali magici.

Anche dal punto di vista della realizzazione grafica, tolte le ottime scene di intermezzo in stile comic, la produzione sfortunatamente non eccelle. Gli scenari non sono particolarmente vari mentre i nemici, pur abbondando in varietà, non si distinguono particolarmente per caratterizzazione e personalità. A livello di gameplay la crescita del personaggio viene gestita tramite una alberatura a tre distinta per combattimento in mischia, a distanza o magico; per ognuno di questi rami è possibile spendere i punti abilità guadagnati nel corso dell’avventura per incrementare le proprie capacità attive (attacchi magici e non, utilizzabili tramite uno dei 4 tasti di scelta rapida), passive (es. schivata, scudo) o miglioramenti permanenti nel livello di energia o forza del personaggio.

Tuttavia i nostri sforzi nel formare un personaggio ben bilanciato vengono un po’ smorzati dalla gestione dubbia di alcuni aspetti di gameplay, in primis una certa ripetitività. La nostra eroina infatti è dotata di un certo ammontare di PV, che ci consentono di assorbire i danni, nonché di mana, che ci consente invece di effettuare degli attacchi magici speciali, molto più potenti. Tale livello di mana viene ricaricato semplicemente effettuando degli attacchi base, mentre i PV possono essere ripristinati facilmente aspettando qualche secondo il riempimento automatico. Detto questo, complice anche un bilanciamento della AI degli avversari non proprio eccelso, si entra in un loop di button smashing forsennato volto quasi esclusivamente a ricaricare quanto prima la barra del mana e di piccole pause volte a ricaricare i PV, in barba a qualsiasi parvenza di strategia. E’ possibile anche effettuare delle schivate ma, dato l’andamento delle battaglie, raramente si rivelerà una scelta necessaria o utile.

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La recensione

5.5 Il voto

Aluna: Sentinel of the Shards parte con ottime premesse, una storia accattivante, una ambientazione poco inflazionata, nonché un background fumettistico che lascia intravedere parecchio potenziale. Purtroppo però alla resa dei conti riscontriamo una serie di aspetti che lasciano tali premesse disattese sia dal lato tecnico che in termini di giocabilità.

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