Baldo: The Guardian Owls: la recensione

Baldo è qui! Dopo mesi di grande attesa, uno dei giochi indie più attesi dell'anno è arrivato finalmente sulle nostre console!

Come anticipato anche le scelte di gameplay non scendono molto a compromessi, anzi. In un’epoca nella quale noi videogiocatori siamo sempre più abituati a lasciarci guidare per mano dall’inizio alla fine di un gioco, tramite introduzioni, tutorial, quick time events, freccine, testi, diari e quant’altro con Baldo si sceglie di andare in una direzione totalmente opposta. Ci troveremo infatti immersi nel mondo di gioco lasciati soli con noi stessi, senza un minimo di introduzione né di spiegazione dei comandi di gioco. Starà infatti al nostro intuito scoprire come sopperire all’iniziale mancanza di armi, scoprire come correre, interagire con l’ambiente, gestire l’inventario ecc. Inizialmente questo non può che generare una sensazione di forte spiazzamento e confusione, tuttavia strada facendo, superato un giusto e normale momento di impasse, si accenderà la voglia di scoprire sempre più la giocabilità e le funzioni messe a nostra disposizione in questo mondo misterioso. Anche i menu di gioco, l’inventario e la mappa sono piuttosto basici e non troppo user friendly. In particolare, la mappa di gioco può essere utile per avere una indicazione di massima della nostra posizione nel (vastissimo) mondo di gioco, ma non è in grado di guidarci in dettaglio, dato il basso livello di zoom applicabile.

Il mondo che ci troveremo ad esplorare è davvero vasto e molto vario, oltre che ben caratterizzato. Fortunatamente svelando le Torri Gufo, disseminate nella mappa, avremo la possibilità di attivare il viaggio rapido, funzione che diventerà via via sempre più vitale. Proprio le fasi esplorative sono tra le più riuscite di questo titolo, insieme ai tanti puzzle ambientali disseminati nei vari schemi di gioco. Baldo è in grado di intrattenere per diverse decine di ore senza stancare, proprio per la voglia che ingenera di svelare la prossima città o il prossimo enigma. Gli enigmi stessi non sono mai banali ma sicuramente necessitano di una certa attenzione, spesso la soluzione sarà proprio sotto il nostro naso ma altrettanto spesso sarà necessario prima aspettare di risolvere un’altra quest per ottenere una precisa chiave o oggetto necessari alla risoluzione. Sarà dunque vitale parecchio backtracking (e una buona memoria) per accedere a sezioni prima bloccate grazie a nuove funzionalità imparate da Baldo (ad esempio la scoperta del fuoco o della pozione dell’invisibilità che avverranno dopo diverse ore di gioco).

Meno ispirati invece i combattimenti, a volte frustranti soprattutto a causa di comandi non sempre precisi ed immediati. La capriola che nelle intenzioni dovrebbe rappresentare un vantaggio strategico nei confronti degli avversari a volte non farà altro che farci finire dritti in bocca al nemico. Il livello di difficoltà in generale è settato ad un livello molto alto, quasi brutale. Diventeremo presto assuefatti alla scritta Game Over ed al relativo jingle musicale, dato che saremo costretti a continui trial and error. Fortunatamente il game over non ha solitamente gravi conseguenze dato che i caricamenti sono molto veloci e si riparte pressoché dallo stesso punto in cui si è persa la vita. La scelta relativa all’alto livello di difficoltà può anche starci, quello che fa storcere un po’ il naso sono alcune incongruenze come le morti improvvise che avvengono cadendo da altezze ridicole o al minimo contatto con animaletti innocui incontrati sul nostro percorso (non nemici ma animaletti NPC).

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Commenti 3

  1. Nuas82 says:

    Titolo molto atteso prima dell’uscita e controverso dopo la sua uscita, soprattutto a causa di un comparto tecnico molto buggato. Molto interessante quindi leggere l’esperienza di gioco post-patch, grazie Muk! Che dire? Mi piace quando il panorama indie ci prova, a uscire da certi schemi e stilemi. Soprattutto con questa grande ispirazione artistica!

    • Sì, questa recensione mi è stata molto utile per capire che qualcosa di buono c’è, ma che comunque preferisco aspettare ancora un po’ di tempo, sperando in una versione più pulita.
      Stilisticamente, rimane comunque bellissimo! (Oltre ad avermi fatto ricordare che questa settimana esce pure il seguito di Ni No Kuni su Switch *o*)

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