Monark: la recensione

Viviamo una tranquilla giornata alla Shin Mikado Academy, tra una invasione demoniaca e 7 compagni di classe che hanno stretto un patto col diavolo.

Di fronte a tanta ricchezza narrativa non si può dire altrettanto del comparto grafico, spesso fin troppo semplice soprattutto in termini di texture e personalizzazione delle ambientazioni ma anche di animazioni dei personaggi. Sia gli interni dell’istituto che gli scenari dell’altro mondo sono piuttosto scialbi e non troppo caratterizzati. D’altra parte invece il character design è piuttosto accattivante sia per gli studenti che per i villain, in grado di rendere bene un generale senso di malsano e demoniaco. Il combat system richiede un certo studio prima di essere padroneggiato a dovere in modo da dare soddisfazioni al giocatore. Saremo in grado di muovere i nostri personaggi sul piano di combattimento entro un certo raggio circolare, espandibile migliorando il personaggio stesso. Chiaramente il posizionamento è cruciale in termini di strategia anche e soprattutto grazie alle possibili interazioni tra i nostri membri del party. Infatti circondare un avversario con i nostri compagni di battaglia risulterà in una serie di attacchi a catena e contrattacchi automatici estremamente utili soprattutto contro i nemici più ostici. Il gioco di squadra in Monark è fondamentale, e proseguendo con l’avventura si vedrà come un approccio per così dire solitario, viene fortemente penalizzato.

Allo stesso modo sarà possibile far skippare ad un personaggio il proprio turno di attacco donando la possibilità di attaccare ad un altro personaggio, magari quello più adatto ad uno specifico nemico. Il massimo legame possibile tra due personaggio è la cosiddetta Risonanza, un vero e proprio vincolo fisico che collega due membri del party in prossimità consentendo loro di condividere tanto gli attacchi, raddoppiandone gli effetti, quanto i malus, condividendone la perdita di energia. Abbiamo poi la Follia, uno status di berserk che si attiva al riempimento della relativa barra. Il personaggio in preda alla Follia ha la difesa praticamente azzerata ma tutti gli altri livelli al massimo, rendendolo pericolosissimo, peccato che tale status duri solo tre turni di gioco. Trascorsi i tre turni il personaggio morirà, motivo per il quale tale status andrà dosato ed utilizzato strategicamente. All’opposto della Follia troviamo il Risveglio, uno status che consente di annullare il costo degli attacchi speciali. Legare tramite la Risonanza un personaggio in preda alla Follia con uno in preda al Risveglio porta allo status ultimo, l’Illuminazione, in grado di fornire incrementi fondamentali al nostro party.  

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La recensione

7 Il voto

Monark si è rivelato un JRPG davvero solido e profondo. Sebbene l'intreccio narrativo a volta sia un pò difficile da seguire, sia perchè non localizzato sia perchè un pò troppo dispersivo, l'avventura risulta godibile e coinvolgente. Non è un gioco adatto ad una modalità di fruizione mordi e fuggi, Monark richiede il giusto tempo per essere capito e per padroneggiarne il combat system, gratificante ma anche questo non proprio immediato. Il comparto grafico non eccelle ma il tutto è condito da una colonna sonora davvero ben riuscita.

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