Demon Slayer – The Hinokami Chronicles: la recensione

Al centro dell'esistenza, ad ardere più di tutto è la fiamma che alimenta la vendetta di un ragazzo

Questa raccomandazione, forse un po’ eccessiva ma comunque fondata, si scontra ovviamente con i limiti strutturali di una produzione di questo stampo, che in fondo resta pur sempre un picchiaduro prevalentemente 1 vs 1, lontano dalle libertà esplorative di giochi più action o adventure. Va detto che nel titolo vi troverete anche ad affrontare piccole e sporadiche fasi di movimento libero in HUB nei quali acquistare oggetti o interagire con NPC al fine di approfondire ulteriormente la conoscenza del mondo di gioco, ma si tratta di momenti ancor meno profondi e duraturi di quelli visti in Naruto Rise of Ninja di Ubisoft, tanto per capirci. Il fulcro restano senza ombra di dubbio le lotte all’interno delle arene, da fruire in modalità Arcade o in compagnia di amici (sia a livello locale che online), oppure da sbloccare progressivamente seguendo l’avanzare del racconto. La giocabilità pura, in questa fasi, è molto vicina a quella vista negli ultimi episodi dedicati al ninja giapponese della Shueisha, con movimenti liberi all’interno di un’area delimitata ma piuttosto ampia, rispetto alle dimensioni dei combattenti, e una serie di colpi di potenza differente, affidanti a tasti sia frontali che dorsali, con necessità di caricamento dai tempi proporzionali al loro potere distruttivo di danno arrecabile all’avversario. Il sistema di controllo e combattimento è piuttosto semplice o, per alcuni, persino semplificato, con l’esecuzione dei diversi gradi di attacchi chiaramente assegnato a un gruppo di tasti, in modo da risultare sempre facilmente eseguibile, a patto eventualmente di mantenere premuto uno dei dorsali per attivare l’esecuzione di una serie di colpi piuttosto che un’altra. Nulla di complesso né di celebrale, anche se il risultato è un insieme di mosse piuttosto ampio e variegato, senza dubbio soddisfacente e in grado di divertire sia i neofiti che gli appassionati. Anche il sistema di parata e schivata è piuttosto generoso, mentre il brio che offre quel pizzico di pepe in più rispetto ai normali scontri viene affidato ai famosi (o infausti, per alcuni) QTE (Quick Time Event), programmati per scattare in determinati momenti scriptati delle battaglie. Il tutto mantiene sempre un ritmo piuttosto frizzante se non addirittura adrenalinico, anche grazie al comparto grafico e tecnico messo a schermo da CyberConnect2.

Il lavoro svolto dal team di sviluppo per la realizzazione di questo titolo, infatti, è davvero encomiabile. La versione per Switch è arrivata qualche mese dopo quella per altri hardware, più performanti, ma forse questo tempo è stato speso per ottimizzare al meglio la resa anche sulla console ibrida di Nintendo perché davvero sarà difficile trovare grandi differenze in termini di risoluzione, mole poligonale o frame rate. Se la prima resta ovviamente inferiore ai 4K offerti su altri lidi, la pulizia dell’immagine, i giochi di luce e rifrazione e la qualità di svariate texture sono davvero capaci di restituire un’ottima resa grafica sia su schermo TV che in modalità portatile (dove forse il gioco offre il meglio di sé, quantomeno per la natura mordi&fuggi con cui è possibile affrontare anche solo un match alla volta). Se le arene non sono particolarmente ricche di elementi o dettagli, allo stesso tempo appaiono anche ben lontane dall’essere spoglie e, anche a seconda degli scenari del cartone animato, sono più di una volta in grado di offrire scorci davvero appaganti, non fosse altro per la fantasia delle ambientazioni ideati dai creatori dell’opera originale. Tra foreste nebbiose, tetti di treni e ambientazioni incendiate la varietà non manca. In ultima analisi, la stabilità dell’esperienza è fondamentale e, pur avendo optato per i 30fps anziché sui 60fps di altre produzioni, il risultato è nettamente più che accettabile, grazie alla notevole stabilità del tutto, anche a fronte dei colpi più scenografici. L’ultimo appunto che va fatto al titolo è che, pur essendo la prima produzione interattiva dedicata al franchise, i contenuti non mancano. In questi casi, avendo già tessuto le lodi della modalità Storia, l’aspetto più importante è quello legato al roster di combattenti: mettendo in scena in maniera fedele il move set di ciascuno, piuttosto differenziato grazie alla fonte di ispirazione primaria del manga, una ventina circa dei personaggi più interessanti visti negli episodi del cartone animato, la versione Switch contiene sin da subito anche la mezza dozzina di lottatori aggiuntivi sviluppati per le altre versioni del gioco e, inoltre, è già attivo un piano di rilascio di ulteriori DLC che nel complesso porterà il set di protagonisti a superare la trentina di personaggi giocabili. Insomma, un pacchetto davvero completo e soddisfacente anche solo con l’acquisto di base, quantomeno su Switch, ma destinato ad ampliarsi ulteriormente per chi si trovasse davvero soddisfatto e coinvolto nel prodotto, dopo averlo testato con le proprie mani.

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La recensione

7.5 Il voto

Picchiaduro adrenalinico e divertente, più che tecnico o profondo, Demon Slayer è un acquisto obbligato per i fan della saga, grazie a un'ottima modalità Storia e a tantissimi contenuti direttamente ispirati all'anime (soprattutto considerando i vari DLC), ma potrebbe rivelarsi un discreto intrattenimento anche per chi volesse approcciarsi a questa universo narrativo proprio attraverso questo capitolo...interattivo.

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