Cursed to Golf: la recensione

Procedere lungo questi dungeon da solo è pericoloso: prendi questa... sacca di mazze da golf?!

Se c’è qualcosa che l’eShop ci ha insegnato nel corso di questi anni, è di non porre limiti alla fantasia degli sviluppatori e, conseguentemente, alla varietà delle produzioni che ci vengono offerte. Il famoso detto per cui non c’è limite alla fantasia si adatta perfettamente alla pletora di titoli che, settimanalmente, vengono pubblicati sullo store digitale, accompagnati dalla moltitudine di direzioni artistiche e combinazioni ludiche che compone il variegato panorama che si dipana dinnanzi ai nostri occhi e alle nostre mani di insaziabili videogiocatori. Non stupisce quindi di ritrovarsi oggi tra le mani Cursed to Golf, un titolo i cui presupposti sono tra i più inusuali di sempre, tra tematiche e modalità di gioco capaci degli accostamenti più originali degli ultimi tempi. Armatevi quindi delle vostre mazze da golf, per entrare in pericolosi dungeon, affrontare demoni e mostri, superare ostacoli e livelli: si scende negli inferi del green!

Il simpatico e convincente titolo in questione è stato sviluppato da Chuhai Labs e pubblicato dalla sempre più prominente Thunderful e si affaccia sull’eShop di Nintendo Switch con un carico di personalità davvero encomiabile: il protagonista è un super campione di golf che, nel bel mezzo di un torneo, viene colpito da un fulmine (ah, maledette mazze di metallo!) e precipita nel Purgatorio…dei golfisti. La sua anima, imprigionata nel limbo dell’Aldilà, avrà ancora la possibilità di tornare nel mondo dei vivi, ma soltanto risalendo i gironi dell’Oltretomba a suon di…colpi perfetti. Ciascuno dei (guardacaso) 18 gironi è infatti una “buca”, intesa come percorso golfistico da affrontare con mazze e palline, nella speranza di arrivare sani e salvi alla buca…prima della fine del par. Ovviamente, non si tratterà di semplici percorsi puramente sportivi e diverse varianti interverranno per rendere l’esperienza più sovrannaturale, avventurosa e memorabile di un qualsiasi normalissimo green! Fiumi di lava, lapidi e tombe pronte alla risurrezione, idoli pagani, caverne e fantasmi popolano i diversi scenari, per altro piuttosto diversificati tra loro in ottica ambientale, grazie a una notevole cura del dettaglio che può essere riassunta dall’animazione di spostamento del nostro golfista tra un colpo e l’altro: perdendo la forma corporea si tramuterà in un’anima capace di teletrasportarsi accanto alla pallina, ovunque essa sia finita. Ma la cosa più convincente è che l’opera lega ogni piccola trovata diegetica ad aspetti infusi di valenza ludica, come ad esempio per gli “imprevisti” che possono avvenire durante la buca: denominati “maledizioni”, questi eventi possono richiamare elementi naturali e verosimili come pioggia o vento, ma anche prendere le sembianze di enormi dragoni pronti a scombussolare il normale svolgimento dei nostri lanci!

Il cuore del prodotto risiede comunque nella sua estrema semplice ricchezza di gioco: una volta in posizione dovremo selezionare una delle tre mazze a nostra disposizione, a seconda del tiro che vorremo effettuare (più potente, più preciso, più strategico o gestibile in termini di traiettoria); caricare la barra di energia (che ne determina la forza e, conseguentemente, la gittata) e, in ultima istanza, gestirne la parabola bloccando una linea di direzione che si muove in maniera automatica. Attraverso queste funzioni basiche potrete navigare a suon di swing lungo i campi da gioco, articolati come dei livelli da platform a scorrimento, con tanto di necessità di spostamento sia in senso orizzontale che verticale, cercando di evitare le aree più problematiche (come la sabbia o l’erba alta), oltre a quelle decisamente pericolose (come le pozze d’acqua o i fiumi di lava), ma interagendo con l’ambiente in maniera davvero originale e divertente. Sempre tenendo a mente che, nell’Aldilà, potremo salvare la nostra anima solamente superando ogni percorso, mettendo la pallina in buca entro un certo numero di tiri massimi, che esprimono un concetto limitate e ansiogeno di “par“, giustamente. Per farlo dovremo studiare attentamente la conformazione del percorso, tramite una visualizzazione specifica che ci consente di osservare liberamente la struttura del livello; colpire con la pallina alcuni elementi sparsi per il livello in maniera altamente strategica (come gli idoli d’oro, in grado di regalarci 4 tiri aggiuntivi, o quelli d’argento, comunque importanti visto che offrono la possibilità di 2 swing in più, in grado di allontanare la fine letale del countdown); sfruttare al meglio le maledizioni (visto che non tutti i mali vengono per nuocere!) oppure utilizzare le magiche carte del Purgatorio. Queste sono particolari strumenti a nostra disposizione, che potremo raccogliere ottenendo punti o esplorando i percorsi che ci trasportano da una buca all’altra, fondamentali per la riuscita della partita: selezionandone una prima di ogni tiro (a nostra totale discrezione), saremo in grado di eseguire mosse speciali davvero intriganti: fermare la pallina a mezz’aria, così da farla cadere perpendicolarmente in un punto preciso, evitando che finisca fuori dal seminato seguendo la traiettoria di tiro; eseguire un lancio di prova che potrebbe consentirci ad esempio di colpire un idolo d’oro, ma facendoci poi ritirare dal punto iniziale, senza consumare il countdown del “par“; aggiungere 1, 2 o più tiri alla nostra scorta; far esplodere alcune cariche di TNT sparse sul percorso, entro un determinato raggio di gittata dalla nostra posizione e chi più ne ha più ne metta. Insomma, l’Oltretomba presenta ostacoli ben più ardui di un normale green, ma al contempo ci offre anche strumenti magici con cui superare le più bizzarre avversità!

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