Cursed to Golf: la recensione

Procedere lungo questi dungeon da solo è pericoloso: prendi questa... sacca di mazze da golf?!

La giocabilità è davvero ben bilanciata, capace di alternare classiche interazioni di quello che forse è lo sport più rappresentato a livello videoludico da sempre, con varianti tanto semplici quanto geniali, nella loro applicazione “sul campo”. Dover lanciare la pallina sospiti o rallentati dal vento generato dal battito delle ali giganti di un drago; dialogare con il fantasma di un defunto golfista irlandese (sempre, e ripeto sempre, accompagnato da una bellissima musichetta regionale a sottolinearne la presenza a schermo) per apprendere i segreti del golf maledetto; sfruttare in maniera sapiente una specifica carta per vincere le leggi di gravità proprio al momento giusto per evitare il peggio; osservare gli applausi del pubblico fantasma sugli spalti a ogni nostro passaggio in cart tra una buca e l’altra; affrontare con rassegnata umiltà le maledette (è proprio il caso di dirlo) avversità rappresentate dagli imprevisti, il cui stato è segnalato da un teschio che si riempie o svuota gradualmente a ogni nostra mossa; sperare di aver calcolato al meglio la traiettoria di uno swing per non finire sulla tomba di un risorto e così via. Il tutto ha davvero il medesimo feeling di un gioco di golf semplice, ma ben programmato, arricchito però da una serie di trovate estetica ma, come dicevamo, prima di tutto ludiche davvero ben congegnate. La sensazione è infatti quella di un prodotto che in primis sotto il profilo delle possibilità di azione e interazione da parte dell’utente incarna davvero il significato del titolo: Cursed to Golf!

Il tutto è presentato con altrettanta cura e sapienza sia artistica che tecnica. Il gioco mette a schermo una struttura ovviamente semplice, in puro stile 2D, molto colorato ed apprezzabile, soprattutto, per le animazioni studiare per il personaggio principale e per i vari elementi (che siano NPC o equipaggiamenti vari) che si muovono lungo i percorsi da affrontare. Le informazioni sono sempre ben leggibili, in termini di HUD, sovrapposizione di più livelli di comunicazione agli occhi dell’utente, e anche il sistema di controllo è semplice, ma perfettamente programmato in ottica di usabilità. Insomma, ci si sentirà davvero a casa, giocando a Cursed to Golf, almeno finché non salirà la pressione data dall’inesorabile countdown. Perché va detto che la struttura dei livelli in alcuni casi tocca dei picchi di complessità davvero…infernali, spingendovi a commettere anche degli errori dovuti all’ansia da prestazione sportiva. Ottimo anche tutto l’accompagnamento sonoro, nella sua capacità di risultare orecchiabile e di saper sottolineare in maniera riconoscibile determinati momenti di gioco ricorrenti (come la comparsa a schermo del nostro amico vestito di verde). Sempre fluido e stabile, con una qualità complessiva dell’immagine senza dubbio più che discreta, il gioco non soffre nemmeno di tempi di caricamento eccessivamente lunghi, rendendolo perfettamente fruibile sia su schermo TV che in modalità portatile.

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La recensione

8 Il voto

Se volete originalità e divertimento, non lasciatevelo sfuggire. La giocabilità è di alto livello, varia ed appagante; gli spunti di narrazione e ambientazione davvero interessanti e la qualità artistica complessiva sa dare soddisfazioni. Il livello di sfida è forse fin troppo incostante, con picchi a tratti frustranti, ma questa sembra ormai una caratteristica di moltissime produzioni indie, per cui immaginiamo che la maggior parte di voi saprà rimboccarsi le maniche e imbracciare le proprie mazze da guer...ehm, da golf!

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