Johnny Trigger: Sniper: la recensione

Appostato su un tetto c'è Johnny Trigger, giù la testa!

Sarò un caso particolare, ma quando si tratta di scegliere un ruolo in un gioco di guerra quello del cecchino è sempre il mio preferito. Sarà la possibilità di avere una visione di insieme del campo di battaglia, sarà la possibilità di decidere la disputa con un singolo colpo, sparato senza che nemmeno l’obiettivo se ne renda conto, o la presunta sicurezza di una postazione ben lontana dal centro dell’azione. Fatto sta che il nuovo gioco di Qubic Games, Johnny Trigger: Sniper, parte con tutte le carte in regola per destare un certo interesse, basandosi appunto su una premessa molto chiara sin dal titolo: siamo nei panni di un cecchino e dobbiamo farci strada attraverso centinaia di livelli, eliminando le minacce che di volta in volta ci verranno proposte dagli schemi di gioco. È pur vero che negli anni, sia per il mercato mobile che per il mercato console, il genere sniper ha visto fiorire una pletora di titoli in grado di toccare gli scenari più svariati, dai campi di battaglia di stampo militare, ai killer in giacca e cravatta fino a scenari più leggeri e scanzonati.

In tutto questo cerca di sgomitare per trovare un posto al sole il buon Johnny Trigger, personaggio cartoonesco che gli appassionati del genere avranno già conosciuto in precedenti titoli mobile o minigame per PC. L’impatto col gioco è inizialmente davvero positivo, la grafica un po’ comic style, gommosa, rotondetta, colorata e divertente predispone bene il giocatore verso questo titolo. Il gameplay è quello classico degli sniper game, ci troviamo sul tetto di un palazzo e con l’arsenale a nostra disposizione dobbiamo fare fuori un gruppo di cattivi, che spesso tengono sotto la minaccia delle armi anche degli inermi ostaggi. Con il tasto dorsale attiviamo lo zoom che ci consentirà di prendere la mira e di far fuori i nostri nemici, meglio se con un bel headshot, sottolineato dalla tonante voce fuori campo, e premiato da una bella mazzetta di denaro. Eventualmente è possibile prendere la mira e muovere la canna del fucile muovendo la console, grazie al giroscopio, tuttavia per una maggiore precisione è consigliato il classico uso dei tasti. È innegabile che nelle fasi iniziali far fuori i cattivi dia una certa soddisfazione, inanellare una serie di colpi alla testa perfetti strappa un sorriso anche per l’involontaria goffaggine dei nemici che alternativamente cercano di rispondere al fuoco o di darsela a gambe. Concludere ogni livello nel modo più stiloso e veloce possibile ci consente di accumulare soldi, gemme e chiavi, elementi che in vario modo ci consentono di ampliare e personalizzare il nostro arsenale. Le nostre armi possono infatti essere potenziate migliorando la capacità del caricatore, la potenza e stabilità dello zoom, il danno inflitto e la velocità di ricarica. Le gemme e le chiavi invece vengono spese in uno shop nel quale lentamente (molto lentamente come vedremo tra poco) prendono forma nuove devastanti armi. Partiremo infatti con un fucile molto basic, per poi passare ad un’arma dotata di ottica migliore, passando da un mitra automatico, fino ad arrivare persino ad un devastante bazooka. Per ognuna di esse potremo acquistare nuove colorate skin.

Fin qui tutto bene quindi? No. Purtroppo, dopo una fase di avvio tutto sommato piacevole Johnny Trigger: Sniper finisce per appiattirsi, una involuzione che inizia quando, intorno ai 200 livelli giocati (tanti in valore assoluto, ma non paragonati ai circa 2000 dichiarati), capiamo che non ci sarà un cambio di marcia, o se ci sarà, avverrà davvero troppo lentamente. I livelli sono davvero troppo simili l’uno all’altro, un (parziale) cambio di stage avviene dopo diverse decine di livelli, nei quali varia bene o male solo la quantità e la posizione dei nemici. Nemici che per altro non brillano né per intelligenza né per aggressività, dato che il primo game over mi è successo intorno al centoventesimo livello. La risposta al fuoco da parte dei cattivi è infatti giusto accennata, mentre quelli intenti a scappare sono facilmente eliminabili anche grazie ad interazioni ambientali (varianti queste ultime davvero benvenute). Soffre di una pari lentezza anche la scoperta di nuove armi, l’espediente delle chiavi e delle gemme potrebbe anche funzionare, se non fosse che ne troviamo in quantità davvero infinitesimale (per sbloccare alcuni pezzi rari sono richieste decine di migliaia di gemme, e noi per ogni livello superato ne guadagniamo qualche manciata). Un format del genere potrebbe andar bene al limite per una fruizione assolutamente casual, di pochi minuti, ma qualora si volesse provare una sessione più lunga finiremmo per stancarci presto. In questo panorama vanno ad inserirsi purtroppo anche delle lacune tecniche probabilmente mutuate dalla versione mobile come una certa mancanza di precisione nel sistema di puntamento (talvolta vengono negati dei colpi apparentemente puliti a causa di ostacoli che in teoria non dovrebbero essere tali). E’ un vero peccato che la buona impressione generata nelle prime ore di gioco venga poi sprecata, le carte in regola per un gioco davvero accattivante c’erano tutte, era forse però necessario un maggiore sforzo di adattamento dalla versione mobile a questa versione Switch, anzichè una pedissequa trasposizione, che giocoforza risente delle lacune/peculiarità dell’originale.

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La recensione

5.5 Il voto

La sensazione è quella che Johnny Trigger: Sniper sia un gioco dal buon potenziale, purtroppo non sfruttato a dovere. L'impatto iniziale lasciava ben sperare, tuttavia purtroppo dopo un pò di livelli il gioco finisce per involversi ed appiattirsi intorno ad un concept che non decolla, per mancanza di varietà e per mancanza di ritmo. La possibilità di far crescere il proprio arsenale si sviluppa con davvero troppa lentezza per risultare appetibile unitamente ad alcune lacune tecniche che talvolta ci fanno sprecare qualche proiettile di troppo alla ricerca dell'headshot perfetto.

Valutazione

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