Switch 2: and Roger: la recensione

Tra dubbi e illusioni, vivi è una storia vista dalla prospettiva della protagonista. A volte, però, quello che vede è a dir poco inspiegabile...

Se dal punto di vista strettamente ludico and Roger propone meccaniche estremamente semplici, è proprio nell’utilizzo dell’interattività che il gioco raggiunge i suoi risultati più sorprendenti. Il giocatore è chiamato a compiere azioni quotidiane apparentemente banali — vestirsi, lavarsi, utilizzare oggetti, esplorare gli ambienti domestici, interagire con le persone — attraverso un’interfaccia point-and-click essenziale che, almeno inizialmente, sembra limitarsi a svolgere il proprio compito in maniera quasi invisibile. Con il procedere dell’avventura, tuttavia, tutto comincia lentamente a cambiare. Pulsanti che sembravano intuitivi smettono improvvisamente di esserlo, gli elementi dell’interfaccia si confondono, gli oggetti perdono progressivamente la propria funzione apparente e persino le azioni più semplici richiedono uno sforzo crescente. Non si tratta di un espediente volto ad aumentare artificialmente la difficoltà: è il modo scelto dagli sviluppatori per mettere il giocatore direttamente nei panni della protagonista, facendogli sperimentare quella stessa sensazione di disorientamento e di perdita di riferimenti che costituisce il cuore della vicenda. È una soluzione di game design tanto semplice quanto straordinariamente efficace. Là dove cinema e letteratura possono soltanto raccontare cosa significhi convivere con una mente che fatica a distinguere realtà e percezione, il gioco analizzato oggi riesce invece a farlo vivere direttamente attraverso l’interazione. La lieve frustrazione generata da alcuni passaggi non rappresenta quindi un difetto progettuale, bensì parte integrante del messaggio dell’opera: il gameplay smette di essere una semplice serie di meccaniche e diventa esso stesso narrazione. È proprio in questa perfetta fusione tra forma e contenuto che risiede probabilmente il maggiore pregio dell’intero progetto, dimostrando ancora una volta quanto il videogioco possieda strumenti espressivi unici rispetto a qualsiasi altro medium

Valutare and Roger esclusivamente dal punto di vista tecnico significherebbe fraintendere profondamente la natura del progetto. La produzione di TearyHand Studio non punta infatti a impressionare attraverso complessità grafica, animazioni elaborate o virtuosismi tecnologici, preferendo costruire la propria identità su una direzione artistica estremamente misurata e coerente con i temi affrontati. Ogni scelta estetica appare subordinata al racconto, contribuendo a creare un’atmosfera intima nella quale immagini, colori e sonoro diventano parte integrante della narrazione. Lo stile visivo si caratterizza per illustrazioni delicate, linee pulite e una palette cromatica che accompagna con discrezione l’evoluzione emotiva della vicenda. Le animazioni sono ridotte allo stretto indispensabile, ma risultano sempre funzionali al ritmo della storia, mentre la composizione delle inquadrature e l’utilizzo degli spazi assumono un ruolo fondamentale nel comunicare stati d’animo e sensazioni spesso più efficacemente di molti dialoghi. Anche il comparto sonoro adotta la medesima filosofia: la colonna sonora rimane volutamente sobria, intervenendo solo quando necessario, mentre gli effetti ambientali contribuiscono a rendere credibili gli spazi domestici nei quali si svolge gran parte dell’avventura. Su Nintendo Switch 2 il titolo beneficia inoltre di una fruizione estremamente naturale. L’elevata definizione del display valorizza le illustrazioni, le prestazioni risultano impeccabili e l’introduzione del supporto ai controlli tramite mouse offre un’alternativa precisa e piacevole alla tradizionale navigazione mediante pulsanti o touchscreen, particolarmente adatta a un’interfaccia point-and-click di questo tipo. Non esistono rallentamenti, problemi di stabilità o altre criticità tecniche degne di nota: semplicemente, perché il gioco non ha bisogno di stupire sotto questo profilo. Tutto è costruito affinché il giocatore concentri la propria attenzione esclusivamente sulle emozioni che la storia desidera trasmettere.

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La recensione

8 Il voto

and Roger è una di quelle opere che ricordano come il videogioco possa affrontare temi profondamente umani con strumenti espressivi impossibili da replicare in altri media. La forza della sua scrittura, la straordinaria delicatezza con cui affronta memoria, identità e malattia e, soprattutto, l'utilizzo dell'interfaccia come vero linguaggio narrativo trasformano un'esperienza di appena un'ora in un racconto capace di lasciare un segno duraturo. Non cerca il colpo di scena, non rincorre il gameplay tradizionale e non pretende di parlare a tutti: sceglie invece la strada più difficile, quella della sensibilità e dell'empatia. È proprio questa coerenza a renderlo una delle visual novel più interessanti approdate recentemente su Nintendo Switch 2, confermando ancora una volta come la console Nintendo rappresenti uno dei luoghi ideali per produzioni autoriali di questo calibro. Un piccolo gioiello indipendente, intenso, elegante e profondamente sincero, destinato a essere ricordato ben oltre la sua breve durata.

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