STEAM: The Mound – Omen of Cthulhu: la recensione

"..Una volta arrivati lì, non tornerete mai davvero indietro."

Ad ogni modo, il sistema della sanità mentale è ciò che distingue maggiormente il gioco dalla concorrenza, ogni giocatore può avere allucinazioni diverse dagli altri, creando situazioni in cui la fiducia nel proprio gruppo viene messa continuamente alla prova. A rendere tutto ancora più interessante è la chat vocale di prossimità, lontano dai compagni infatti si perde il contatto e la propria mente inizia rapidamente a deteriorarsi, la comunicazione non è quindi solo utile, ma diventa una vera meccanica di sopravvivenza. La progressione tra una spedizione e l’altra introduce elementi tipici dei Roguelite. Esplorando la foresta è possibile trovare fortificazioni abbandonate, documenti e nuovi punti di partenza che rendono le spedizioni successive più efficienti. Ogni fallimento lascia comunque qualcosa al giocatore, essendo il gioco basato per lo più su meccaniche nascoste, si porteranno comunque con sé in ogni caso una maggiore conoscenza del territorio e nuove strategie per fronteggiare le numerose situazioni in cui si può incappare. Una forte componente cooperativa scopre comunque il fianco al rischio di non essere apprezzata da tutti, se infatti un gruppo ben organizzato potrebbe trovare l’esperienza estremamente coinvolgente, giocatori occasionali o squadre frutto di matchmaking casuale potrebbero viverla in modo diametralmente opposto.

Dal punto di vista visivo, The Mound: Omen of Cthulhu punta meno sul fotorealismo e più sulla costruzione di un’atmosfera opprimente. Grazie alle tech di Unreal Engine, riesce in ogni caso a mettere a schermo ambienti convincenti, un’ottima illuminazione e un foliage da tripla A, pur non brillando per quanto riguarda la qualità e la pulizia delle animazioni dei personaggi, d’altro canto ben caratterizzati e ricchi di dettaglio. La foresta è il vero protagonista: fitta, oscura e, come detto, ricca di dettaglio. I colori spenti e l’illuminazione riescono nel tentativo di suggerire una costante sensazione di disagio. Le distorsioni causate dalla perdita di sanità mentale sono uno degli aspetti visivamente più interessanti, l’ambiente cambia, la percezione dello spazio viene alterata e il giocatore non può più fidarsi completamente di ciò che vede. Anche il design delle creature segue una direzione artistica vicina all’immaginario lovecraftiano, evitando mostri generici e puntando su forme disturbanti e difficili da comprendere. Chiudendo il cerchio per il comparto artistico, forse la gemma più luminosa è il sound design, immersivo e avvolgente, circonda i giocatori rendendo davvero difficile la fuga verso attraverso la quarta parete. Dal punto di vista tecnico, il gioco mostra grandi ambizioni ma anche qualche dubbio, rendendo necessario l’upscaling per ottenere una buona dose di frame senza dover accettare troppi compromessi nei settaggi grafici. All’ottimizzazione si affiancano altre imperfezioni, che, seppure le ottime idee lato game design potessero far sorgere il dubbio, inchiodano saldamente il titolo sulla parete dei doppia A. Qualche bug potrebbe, ad esempio, rovinare la spedizione di giocatori sfortunati: per esperienza vi invito ad evitare di arrampicarvi insieme su una scala e a tornare troppo di frequente al desktop, nel primo caso si rischia di rimanere bloccati a mezz’aria, nel secondo di non poter più accedere al menù di gioco. Un altro esempio di imperfezione, in questo caso non invalidante ai fini della partita, è l’animazione di salita e discesa per le scale del galeone, che risulta davvero rozza, a dir poco meccanica e tremolante. Nota stonata che infastidisce perché sarebbe bastata poca attenzione in più da parte degli sviluppatori per evitarlo, ma soprattutto perché si parla dell’hub di gioco.

The Mound: Omen of Cthulhu, si presenta come un’offerta solida al prezzo di 29,99€ su Steam, sicuramente per i giocatori che hanno la possibilità di fruirlo con un rodato gruppo di amici, ma anche per quei giocatori avvezzi al matchmaking internazionale, consci del fatto che la comunicazione tra compagni di spedizione sia la chiave per il divertimento e, magari, per la vittoria. Che lo acquistiate al lancio o successivamente, il consiglio è di scoprire il gioco con giocatori al vostro livello, per essere sorpresi dalle sue meccaniche nascoste, mantenendo intatta quella sensazione di paura e imprevedibilità che rappresenta il cuore dell’esperienza. La sua forza non è nei combattimenti o nella spettacolarità, ma nella capacità di generare paranoia, dubbio e collaborazione forzata tra giocatori.

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La recensione

7 Il voto

La potenziale ripetitività del game loop e i difetti tecnici non riescono ad oscurare l'originalità e l'efficacia delle meccaniche cooperative, affiancate da un comparto artistico che, seppure con qualche inciampo, garantisce immersione e pelle d'oca ad ogni passo

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