STEAM: DOOM The Dark Ages – Revelations: la recensione

Gela all'inferno, in una nuova espansione della campagna che presenta un inedito e brutale capitolo della saga dello Slayer.

Devo essere sincero, non mi aspettavo granché da questo DLC.

Invece, sorpresona, alla iD sembrano aver preso seriamente le critiche mosse da giocatori PC delusi dal gameplay un po’ troppo limitato e lineare (gamepad friendly) e hanno sfornato un’esperienza brutale, difficile e super dinamica. Già sui DLC “Ancient Gods” di Eternal abbiamo goduto di questa scorpacciata hardcore senza pietà, con quantità di nemici e una difficoltà una spanna sopra al gioco normale…E’ come se alla iD abbiano detto: “siete ancora qui? Ne volete ancora? Allora mettiamo TUTTO ciò che abbiamo imparato a costruire in 10 anni concentrato in 4 o 5 arene da incubo.. Solo per hardcore gamers.!”

Il trucco è stato l’inserimento di una nuova arma “chiave” in dotazione , La “chain spear”, che affiancata all’ uso dello scudo ci restituisce sia la possibilità di eseguire sprint e salti multipli che di agganciare con un rampino a catena i nemici un po’ come si faceva con la doppietta di Eternal. Questo permette di saltare come pazzi da un demone all’ altro e di eseguire particolari colpi combinati con cui stordire masse di nemici e disintegrare armature, oltre che rimandare al mittente proiettili avversari in alternativa all’ uso dello scudo. La schivata multipla, attiva quando la lancia è equipaggiata, velocizza tantissimo il gameplay e regala potenziamenti quando eseguita con il giusto tempismo a fronte dei proiettili “verdi” parabili. Quindi abbiamo perry + schivata “alla Wukong” per arricchire ulteriormente un gameplay oramai consolidato e vincente. Anche i nuovi livelli riflettono il cambio di rotta: Aumenta la verticalità e il “platforming” rimasto indietro in Dark Ages.

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Per quanto riguarda i demoni, pur avendone introdotti pochi nuovi, abbiamo dei potenziamenti che rendono veramente difficile e soddisfacente ogni scontro, costringendo a pensare ad una strategia di attacco e recupero in modo più accurato. Ad esempio gli Arch-vile adesso possono presentarsi in armatura, e hanno una serie di misure difensive mentre evocano altri demoni che sono dannatamente difficili da espugnare a meno di aver compreso esattamente come usare la lancia e il suo rampino. Ci sono un paio di boss fight interessanti in cui appaiono personaggi (come l’ Antico Belias) particolarmente curati ed animati a livelli cinematografici.

A livello di storia tutto si mantiene nello stile dei capitoli precedenti ma l’introduzione del personaggio dell’ “Architetto” (un abominio aracniforme con una coscienza creativa responsabile della costruzione di interi reami) è stata una trovata interessante; negli stralci del suo “diario” (che possiamo leggere nel Codex) il Reietto ha pessime parole per i suoi “datori di lavoro” demoniaci.. Non si può fare a meno di carpire una velata critica degli sviluppatori ai piani alti, specie alla luce del massivo layoff dello studio subito dopo la pubblicazione del DLC ,causato dalle scelte strategiche di Microsoft…Era sicuramente nell’ aria da mesi.

Tra i design delle mappe proposte nel DLC, spicca l’OSSARIO che sembra venuto fuori da un quadro di Beksinski.. Panorami desolati con teschi giganti che vomitano sabbia e polvere, chiese blasfeme dimenticate ed i loro rosoni di sangue che strizzano l’occhio (ancora!) ai mondi di QUAKE 1. Segreti ed enigmi piazzati ad arte seguono la filosofia “complesso ma non troppo” messa in atto felicemente dal 2016. Senza infamia e senza lode il comparto audio, gli effetti in mischia li ho trovati invece più esaltanti ed “esplosivi” del solito, rendendo l’immersione coinvolgente.

La recensione

9 Il voto

Si torna a ciò che ha reso Doom Eternal il picco del gameplay di Doom e lo si fa senza pietà! Brava iD!

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