Silver chains: la recensione

Era una notte buia e tempestosa...

Il gioco in sé fornisce un livello di sfida piuttosto basso. Le fasi esplorative e gli enigmi proposti paiono piuttosto semplici e le soluzioni spesso sono davvero telefonate e letteralmente sbattute in faccia al giocatore. Non potendo interagire con altri elementi se non quelli strettamente legati all’avanzare della trama o dell’enigma anche il piacere dell’esplorazione viene meno. La storia viene portata avanti tramite le classiche pagine di diario rinvenute qua e la ed anche in questo caso si noterà in breve tempo che anche qui gli elementi di novità sono ben pochi e non ci si allontana di molto dai cliché del genere.

Tuttavia, non è del tutto negativa l’esperienza vissuta durante la nostra prova. Soprattutto nelle prime fasi di gioco l’atmosfera è ben ricreata e tutto sommato immersiva e credibile. Il gioco fa il suo sporco lavoro di spaventare il videogiocatore, seppur solo ed esclusivamente tramite jump-scare. L’armamentario ben noto agli appassionati del genere è qui infatti presente al gran completo: tuoni improvvisi, cigolii e scricchiolii ad ogni angolo, sussurri, bambini che bisbigliano canzoncine, oggetti fluttuanti o che si muovono in autonomia nonché l’immancabile tavoletta ouija per comunicare con l’Aldilà.  Anche tutto questo però alla lunga finisce per stancare e lasciare piuttosto indifferenti. Con l’avanzare del gioco infatti sarà evidente che determinati eventi sono scriptati per avvenire in solo in determinate circostanze, finendo per perdere del tutto il loro effetto e facendo scemare l’atmosfera di mistero e terrore. Non fornisce un grande supporto nemmeno il comparto sonoro dato che consta prevalentemente di effetti spaventosi improvvisi ma non di una vera e propria colonna sonora di accompagnamento.

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La recensione

5 Il voto

Le circa 5 ore di gioco necessarie per portare a compimento l’avventura scorrono, dopo un inizio tutto sommato promettente, in maniera piuttosto scialba verso un finale anche qui piuttosto chiaro già da un po', a meno che non si sia completamente a digiuno di storie di fantasmi, case infestate e simili. Rimane la sensazione di una occasione sprecata che poteva essere meglio sfruttata a partire da qualche accortezza maggiore soprattutto dal punto di vista grafico, della A.I. del villain nonché di eventi in-game meno scriptati.

Valutazione

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