Stranger of Sword City Revisited: la recensione

Due titoli in uno per una full immersion nel mondo dei Dungeon Crawling RPG, per chi ha nostalgia dei board game ma non solo.

Il secondo piatto offertoci dal gustoso bundle pack edito da NISA, insieme a Saviors of Sapphire Wings (qui recensito), è Stranger of Sword City Revisited. Questo secondo titolo si pone a metà strada tra un seguito ed una avventura a sé stante rispetto a Saviors, quindi, pur consigliando di rispettare la sequenza cronologica proposta, nulla vieta di giocarlo indipendentemente. Anche in questo caso abbiamo a che fare con un Dungeon Crawling RPG o RPG a griglie ancora più old-school nelle dinamiche di gioco e brutale, in termini di livello di difficoltà e curva di apprendimento, rispetto al primo.

L’ambientazione è di chiara impronta fantasy ma con un serie di elementi contemporanei che in qualche maniera sono finiti in un’altra dimensione (qualcosa di più verrà spiegato proseguendo con l’avventura). Il passaggio tra dimensioni temporali differenti è uno dei temi portanti del gioco. Iniziamo infatti la nostra avventura letteralmente precipitando nell’oscuro mondo di Escario a causa di un disastro aereo che ci vede come unici sopravvissuti ed ignari protagonisti, Eletti, di una profezia che va avverandosi. Il tempo di scrollarci la polvere di dosso, verificando di essere tutti interi ed un bizzarro mondo popolato da elfi, nani, viverne, maghi e guerrieri si svelerà di fronte a noi. Ben presto scopriremo inoltre di non essere gli unici ad essere finiti in questa sorta di limbo tra diverse dimensioni spazio-temporali e che per uscirne dovremo conquistare una gran quantità del preziosissimo sangue cristallizzato dei Lineage, creature mostruose dominanti nel mondo di Escario.

Inizialmente avremo accesso ad un ricchissimo menu di personalizzazione del personaggio, consentendoci infatti scegliere tra ben 96 design, con la possibilità di modificare età, razza, classe e talento speciale. Potremo persino personalizzare la voce del nostro eroe con relativo urlo di battaglia. Alcuni elementi grafici, come il character design di mostri minori, nonché effetti sonori sono mutuati da Saviors of Sapphire Wings, giocando entrambi si proverà al contempo un senso di deja vu ma anche un minimo di frustrazione per questa scelta al risparmio. In ogni caso la resa grafica dei personaggi principali e delle ambientazioni è piacevole e credibile, mentre i menu risultano un po’ freddi e fin troppo minimali per risultare di appeal a giocatori casual.

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