Tony Hawk’s Pro Skater 1 + 2: la recensione

Spostate i vostri monopattini elettrici, è tornato Tony Hawk ... e fa dannatamente sul serio!

Quello dei remake di vecchie glorie videoludiche per le console di nuova generazione è un filone sempre più percorso dalle software house, il cui successo però, come ben sappiamo, non è sempre assicurato dal solo nome di grido. Da un lato a volte troviamo infatti delle mere operazioni commerciali volte a rimpolpare le line up con uno sforzo relativo, mentre altre, ed è questo il caso, finiamo per trovarci tra le mani dei gioiellini che trovano nuova linfa e nuovo lustro grazie a porting fatti con senno, passione e tanto lavoro. Sviluppato da Vicarious Visions e pubblicato da Activision, Tony Hawk’s Pro Skater 1 + 2 è il remake dei primi due capitoli del franchise che nel tempo è diventato praticamente sinonimo di videogioco a tema skateboard. Anche per chi, come il sottoscritto, non ha mai provato a salire su uno skate Tony Hawk è infatti il simbolo, non solo videoludico, di uno sport ma anche di una corrente culturale e di uno stile di vita colorato, rumoroso e un po’ pazzo.

Sono passati più di vent’anni dagli esordi della serie ed è stato quindi con un po’ di legittimo timore che ci siamo approcciati a questo bundle, consci del fatto che nel porting qualche compromesso poteva essere necessario. La prima buona notizia è che dal punto di vista contenutistico non manca davvero nulla.  Una ventina di skate park, un roster di oltre 20 skaters originali, suddivisi tra vecchie glorie e nuovi campioni, nonché letteralmente tonnellate di tricks, combo e collezionabili. La natura arcade del titolo non è stata snaturata, tuttavia per raggiungere obiettivi soddisfacenti e sbloccare tutti gli skate park sarà giocoforza necessario padroneggiare ollie, grab, grind, flip e decine di altri tricks a difficoltà crescente. In questo ci viene in aiuto un tutorial davvero completo e ben fatto, alla fine del quale avremo appreso i rudimenti della disciplina e quanto basta per eseguire con una certa soddisfazione delle evoluzioni già di buon livello.

Il gameplay è infatti estremamente immediato e facile da assimilare quantomeno nei suoi elementi base, mentre servirà tanta pratica per portare a termine le combo più estreme. Per sbloccare i vari skate park sarà necessario completare una serie di quest che vanno dal distruggere un certo tipo di elementi dello scenario (scatole, barili, vetrate), collezionare le lettere che compongono la parola S-K-A-T-E, effettuare una determinata evoluzione o raggiungere un certo punteggio nel tempo limite. Data la varietà di scenari e di quest proposte il tutto risulta sempre stimolante e mai ripetitivo. È invece sul piano tecnico che questa conversione ha dovuto cedere qualcosa. Il gioco scorre fluido a 30 fps, tuttavia soprattutto per quanto riguarda i fondali si notano talvolta dei cali di definizione e qualche piccolo elemento che appare e scompare. A onor del vero questi difetti seppur visibili non inficiano granché l’esperienza di gioco, presi come saremo nel cercare di rimanere in piedi tra un trick e l’altro. Qualche piccola titubanza è riscontrabile, inoltre, nella gestione della camera e di alcune collisioni in particolare negli spazi stretti che non appaiono molto plausibili a livello fisico.

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