A Tale of Synapse: The Chaos Theories: la recensione

I conti non tornano...

E come se non bastasse, abbiamo pure una bella sfilza di bug: dopo appena un quarto d’ora, il gioco si è freezato sulla schermata di un menu, obbligandomi a riavviare il software e ricominciare il livello da capo. In maniera simile, qualche livello più tardi Nero è rimasto incastrato tra due piattaforme in una sorta di caduta infinita dalla quale non riusciva a riprendersi. Risultato? Ho dovuto nuovamente riavviare il livello. E poi ci sono anche nemici che scompaiono all’interno di rocce e altre piattaforme se spinti out of bounds con oggetti vari. Insomma, un prodotto tecnicamente davvero troppo grezzo, compresi dialoghi spesso tradotti in malo modo (e comunque non disponibili in italiano).

Paradossalmente, le sezioni più piacevoli sono gli enigmi da risolvere per sbloccare posti di blocco e proseguire nell’avventura. Come ho già detto in precedenza, sono tutti basati sulla matematica. Poco alla volta vengono introdotti concetti basilari di aritmetica e geometria, partendo dalle quattro operazioni di base e simmetria centrale/assiale, aumentando sempre di più la difficoltà, fino a raggiungere concetti per nulla banali o scontati. Una buona parte risulta ben fatto e, in alcuni casi, effettivamente riescono ad illustrare in maniera efficace le teorie su cui si basano. Il problema principale è che non c’è alcuna spiegazione preparatoria, delegandola eventualmente ad un indizio che il nostro compare Sci può darci pagando il costo di una mela che possiamo raccogliere nei diversi livelli. Esiste un compendio teorico che spiega brevemente i concetti introdotti, ma oltre a risultare complicato il tentativo di spiegare determinati concetti in poco spazio, il problema principale è che queste pillole vengono sbloccate a fine livello, una volta che gli enigmi corrispondenti sono già stati risolti.

La questione non si porrebbe nemmeno se i problemi matematici fossero molto semplici e immediati, ma mi risulta difficile immaginare che un ragazzino o una ragazzina sia capace di risolverli in autonomia utilizzando il solo intuito, anche perché a volte il collegamento non è stato nemmeno così immediato per un adulto come me a suo agio con aritmetica e geometria. Probabilmente per questo motivo è stata implementata una modalità cooperativa: un giocatore controlla Nero concentrandosi prevalentemente sull’aspetto platform, mentre un altro guida Sci occupandosi degli enigmi, data l’abilità di poter fluttuare e interagire con oggetti con cui risolvere i quesiti. In questa maniera si può ovviare alla mancanza di suggerimenti espliciti, sempre che l’adulto se la cavi con frazioni e simili. Nel caso si giocasse in solitaria, toccherà invece guidare separatamente i due personaggi con i due analogici.

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La recensione

5.5 Il voto

A Tale of Synapse: The Chaos Theories è sulla carta un esperimento molto interessante. L'idea di mettere insieme platform e matematica è suggestiva, ma a conti fatti molte cose non funzionano come dovrebbero. Consigliato solo ai patiti di matematica e a chi non si lascia scoraggiare da tanti (troppi) problemi tecnici.

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