Shin Megami Tensei V: la recensione

Tra ordine e caos, la scelta è più ardua del previsto: quale strada percorreremo nell'Aldilà di una Tokyo demoniaca alla ricerca dell'unica verità?

Come già accennato, Shin Megami Tensei fa il salto in una nuova generazione in termini di valori di produzione, mantenendosi al contempo fedele alle origini riuscendo però a vestirsi con una patina luccicante in grado di valorizzare degnamente l’opera messa in scena. Il titolo si presenta di gran lunga come lo sviluppo più ambizioso di sempre in casa Atlus, con un mondo di gioco molto vasto e ampiamente esplorabile a proprio piacimento. Gli scenari sono vasti e ben dettagliati e, pur non raggiungendo il respiro di produzioni come Xenoblade, rappresentano uno degli universi ludici più interessanti su Nintendo Switch, anche solo da punto di vista meramente tecnico. Se la mole poligonale di alcuni elementi ambientali è leggermente semplificata, se la risoluzione su grandi schermi TV pecca di una certa sfumatura, se il frame rate in brevi tratti balbetta lievemente, l’impatto visivo è assolutamente intrigante. Vuoi anche per una direzione artistica di rilievo, ma non solo: la verità è che il mondo di gioco sa offrire scorci interessanti uniti anche a un senso di ambizione capace di rendere giustizia alla visione degli sviluppatori, il tutto mantenendosi sempre su livelli più che discreti sotto il versante tecnico, per l’hardware di riferimento. I modelli dei mostri e dei protagonisti, unitamente alle loro animazioni, sono poi assolutamente di primo livello, con un’enorme varietà nel compendio demoniaco, unita alla raffinatezza di svariate mosse (di attacco, di difesa, di vittoria, di sconfitta) studiate ad hoc per ciascuna creatura. Un lavoro davvero imponente, a livello quantitativo, e ammirevole sotto il profilo qualitativo. Anche il fatto che Nahobino inclini la testa, seguendo con lo sguardo i mostri a lui vicini durante le fasi di esplorazione, o ancora la varietà di animazioni legate al suo semplice incedere camminando piuttosto che correndo o scivolando/pattinando sui pendii più ripidi, la dice lunga sull’attenzione al dettaglio riservata dal team di programmazione.

What 'Persona 5' Fans Need to Know About 'Shin Megami Tensei V'

Infine, non si può parlare di Shin Megami Tensei (V) senza citare il discorso della difficoltà. Il gioco senza dubbio non è tra i più magnanimi in circolazione e, anzi, a tratti è estremamente punitivo. Ma ci sono diversi puntini da mettere sulle “i” di questa produzione: innanzitutto, Atlus ha deciso di proporre diversi livelli di difficoltà selezionabili liberamente all’inizio dell’avventura, offrendo un’esperienza sempre e comunque profonda, ma esigente in diversi modi. In secondo luogo, va sottolineato come il gioco non sia mai ingiusto, e conseguentemente frustrante, ma abbia numerose dinamiche di gioco che, se padroneggiate, sapranno dare grande soddisfazione, visto che il titolo mette sempre a disposizione gli strumenti per riuscire nell’impresa di sconfiggere gli avversari (anche e soprattutto quelli obbligatori per proseguire nel canovaccio del racconto). Va ammesso come alcune di queste logiche siano più implicite di altre, ma starà alla passione del fruitore per gli aspetti strutturali e narrativi di questo intrigante universo spingervi sempre più a fondo per scovare le chiavi di lettura del quinto capitolo, addentrandovi nei suoi meandri più esoterici. Il consiglio è quello di salvare spesso, così da non avere paura di sperimentare: procedere per tentativi alla scoperta dei punti deboli di ciascuna creatura; nella creazione di party sempre diversi a seconda delle zone da esplorare (e degli avversari da affrontare); nei tentativi di fusione tra demoni (poiché essi, una volta arruolati, potranno essere mixati tra loro per ottenere creature sempre nuove, dotate di poteri potenti e bizzarri, utilissimi per procedere lungo l’avventura stessa). Inoltre, sarà importantissimo esplorare il mondo in superficie per ottenere svariati collezionabili da barattare con Gustave, il mostro avido, in cambio di numerosi elementi assolutamente fondamentali; tra oggetti di cura e potenziamento, piuttosto che essenze e miracoli necessari per ampliare e diversificare le caratteristiche di lotta del nostro avatar, una cosa è certa: non affezionatevi troppo né agli oggetti né ai demoni reclutati, ma continuate a spendere, barattare, fondere e creare, perché le necessità di combattimento saranno in continua evoluzione e così dovrà essere anche per il nostro approccio a ogni singolo mostro avversario. In ultima analisi, consigliamo caldamente di scegliere sin dall’inizio quale strada di crescita far intraprendere al nostro protagonista: a ogni passaggio di livello, infatti, il sistema andrà automaticamente ad assegnare alcuni punti esperienza ai diversi parametri di attacco, difesa, magia, agilità e via discorrendo, ma altri saranno lasciati alla libera scelta del fruitore, per essere assegnati personalizzando i punti forti del Nahobino. Vi anticipiamo che sarà inutile cercare di attribuirli in maniera organica sui diversi parametri, selezionandone di volta in volta uno diverso, mentre sarà estremamente più vantaggioso puntare su un’unica strategia di crescita (in particolare, potenziando o le abilità magiche, oppure dall’altro lato le caratteristiche puramente fisiche). Indipendentemente dal fatto che preferiate uno stregone a un soldato, l’importante sarà definire in maniera chiara “l’animo” del vostro avatar sin dalle prime battute.

SMTV: Demon Essence and Talisman Locations in Shin Megami Tensei V
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La recensione

8.5 Il voto

Shin Megami Tensei V è tutto quello che prometteva di essere e forse qualcosa in più. Approccio fedelissimo alle origini della serie, con tutto il suo carico di oscuro esoterismo estetico e narrativo, unito a una giocabilità profondissima e scevra di pietà per inutili modernismi, impreziosito però da elementi di QoL nella gestione sia del sistema di combattimento che nella struttura del mondo di gioco. Un salto generazionale pieno sia sotto il versante tecnico che sotto quello della fruizione, semplicemente perfetto per Switch.

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Commenti 3

  1. Serpex says:

    Vorrei avvicinarmi a questa saga ma sono indeciso. Da un lato vorrei lucifer’s call perché è un titolo che, all’epoca, mi attirava ma non ho mai giocato, oltre ad attrarmi esteticamente. Tuttavia, ultimamente ho abusato di remake/remaster e vorrei qualcosa di nuovo, pertanto mi stavo orientando più su questo.
    Sicuramente, se uno dei due mi piacerà, poi recupererò l’altro, ma intanto devo decidere con quale iniziare. Valuterò.

    • Nuas82 says:

      Personalmente…consiglio SMT V. Ha molti tratti in comune con Nocturne (al di là dell’appartenenza alla stessa saga, ovviamente) ma ne espande moltissimi aspetti. Non solo grafici, ma in termini di QoL e accessibilità/fruizione. Lo ritengo un progetto davvero riuscito, proprio perchè conserva le caratteristiche cardine della serie, ma al contempo le eleva maturando il salto generazionale che Switch promette e consente, rispetto al passato di certe saghe.

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