Master Detective Archives: RAIN CODE: la recensione

Indagine e mistero, nella nuova avventura dei creatori di Danganronpa, in arrivo in esclusiva su Nintendo Switch

Nintendo Switch nel corso dei suoi anni di successo sul mercato ha saputo attirare a sé gli sguardi di molteplici case di sviluppo, in particolare su suolo giapponese, considerando l’enorme divario tracciato come un solco tra sé e tutte le altre console immesse sul territorio del Sol Levante; hardware semplice su cui sviluppare, in grado di accorpare il target da sempre amante dei portatili e della giocabilità on the go, ma anche chi preferisce la fruibilità davanti allo schermo TV, comodamente seduto in salotto, visti anche i recenti dati di vendita ha serie possibilità di diventare la console per videogame più venduta di sempre nei confini domestici, riscuotendo contestualmente un successo altrettanto strepitoso anche oltre oceano, allargando notevolmente il bacino di utenza potenziale a livello globale. Ed così che persino sviluppatori tipicamente molto orientati verso prodotti a marchio PlayStation hanno iniziato a prendere in considerazione in maniera sempre più seria progetti destinati all’ibrida della casa di Kyoto: è il caso di Nippon Ichi che, intuendo sin dal principio l’occasione ghiotta di questa nuova e inedita offerta, si è prodigata a trasportare praticamente tutte le sue IP a partire da Disgaea (che ha visto la distribuzione del sesto capitolo come esclusiva per Switch, sui mercati occidentali); è il caso di Falcom, che ha ammesso di dover convergere anche coi suoi team interni verso la programmazione per Switch, tanto per YS quanto per The Legend of Heroes, con sforzi dei quali vedremo i primi frutti a partire dal prossimo settembre; è successo per GUST che, dopo esser stata acquisita da Koei-Tecmo ha iniziato a investire sempre più nello sviluppo delle versioni Switch del suo famoso Atelier, ultimamente svelati nel corso dei Direct e con un remake in procinto di graziare soltanto i lidi di Nintendo. E’ infine accaduto anche a Spike-Chunsoft, con un cambio di strategia a dir poco simbolico, rispetto al passato: famosi per aver inserito in diverse presentazioni e materiali promozionali il simpatico, seppur disperato, invito ad acquistare PS Vita, a fronte delle evidenti difficoltà di quell’hardware sul quale erano erroneamente state riposte molte delle loro speranze per quanto concerne la serie Danganronpa; serie che è stata poi trasportata in blocco proprio su Switch, sul quale la casa di sviluppo stava pianificando il lancio, in esclusiva, della loro nuova ambiziosa IP: Master Detective Archives: RAIN CODE. Un titolo in sviluppo da circa 6 anni, che ha messo proprio le caratteristiche e la base di acquirenti attiva attorno al marchio Nintendo nel mirino, contrariamente a quanto avvenuto in passato, grazie agli straordinari numeri di mercato fatti registrare in primis in Giappone, terra d’origine del team di programmazione. Una scommessa dalle solide basi analitiche, ma…pagherà questa mossa? Molto è legato alla qualità del titolo e al conseguente passaparola, fondamentale per il lancio di una nuova property, per cui tenetevi forte…si comincia!

Il gioco ha una forte componente narrativa, con un lavoro di world building affascinante che si estrinseca attraverso un canovaccio ricco e intriso di dialoghi e mistero. La trama è descrivibile come un’ avventura poliziesca lucid noir contaminata da svariati elementi anime, per molti versi simile a quanto presentato proprio in Danganronpa, ma all’interno di una cornice del tutto inedita e differente, anche nei valori di produzione. Nel corso della storia vestiremo i panni di Yuma, un apprendista detective afflitto da amnesia, che facendo parte dell’associazione mondiale dei Master Detective dovrà addentrarsi nei meandri di Kanai Ward, grande metropoli stretta nella morsa di una spietata e corrotta multinazionale, affrontando una fitta ragnatela di misteri irrisolti. Il nostro avatar ovviamente non è un semplice umano, così come molti dei personaggi che popolano questo mondo: Yuma, in particolare, ha stretto un patto con un demone della morte di nome Shinigami che ora lo possiede, donandogli in cambio il potere di materializzare enigmi e falsità, per combatterle a suon di deduzioni logiche e verità, in modo da risolvere i casi più disparati e disperati, senza farsi fermare dai colpevoli e dai loro complici. Attorno a lui, diversi altri personaggi, sia buoni che malvagi, dotati di poteri altrettanto bizzarri (come un super udito, oppure la capacità radar di percepire ogni forma di vita nel raggio della propria abilità, o di imprimere su device tecnologici i propri ricordi in forma di video e via discorrendo), non sempre però sufficienti a sopravvivere (come scoprirete molto presto, già nel prologo dell’avventura). Quantomeno in un universo complesso come quello di Kanai Ward, città così grande e isolata da vivere le proprie regole, spargendo misteri e casi irrisolti in lungo e in largo per le sue vie e i suoi oscuri e misteriosi quartieri, a causa soprattutto della Amaterasu Corporation, grande azienda proprietaria, in pratica, dell’intero scenario di gioco, con infiltrazioni in tutti i settori e gli strati della società, grazie alle loro innumerevoli innovazioni tecnologiche e al potere che deriva da esse e dalla ricchezza da esse generate. Ma un detective non si tira mai indietro, davanti alla verità, e Yuma sarà pronto a tutto, pur di smascherare i responsabili di ogni malefatta, andando a risolvere anche i casi più spinosi. Combattendo a suon di intuizioni e prove, ovviamente! Il setting è intrigante e carico di personalità, così come la sceneggiatura non banale, seppur a tratti appesantita da un ritmo fin troppo pedante e da un eccesso di verbosità, entrambi comunque importanti per presentare nel dettaglio contesto e personalità a schermo, in quello che a tutti gli effetti possiamo considerare un mondo nuovo, ma già sfaccettato ed intrigante.

Un mondo, quello di Rain Code, articolato tanto in aree chiuse quanto in livelli più ampi, una volta superato il prologo e giunti davvero in città, con la struttura e la ricchezza necessarie per spingere il giocatore ad essere realmente interessato ad esplorare i diversi contesti di gioco, tanto per l’ispirazione artistica che sorregge il design ambientale quanto per l’inserimento di numerosi punti di interazione da indagare. Questa fase di gioco, non a caso, si chiama proprio Indagine e oltre a consentirvi di dialogare con tanti NPC per approfondirne il ruolo o il carattere all’interno delle dinamiche delle vicende, vi consentirà anche e soprattutto di raccogliere elementi utili a ricostruire i misteri che si celano dietro ai casi irrisolti, nonché punti Detective in grado sostanzialmente di farvi aumentare di livello, incidendo in maniera positiva sulle vostre statistiche di gioco. Anche in questo frangente a volte il ritmo di fruizione viene fin troppo appesantito dalla lunghezza delle fasi di ascolto e lettura, anche per via delle continue interferenze (senz’altro anche utili, in fase di tutorial) da parte di Shinigami, ma avanzando lungo lo scheletro principale del canovaccio la fluidità del racconto guadagna di qualità, anche grazie a una sempre maggior immedesimazione da parte del fruitore che riuscirà passo passo a farsi coinvolgere sempre più nelle dinamiche di narrative design ideate da Spike-Chunsoft per l’occasione. Il ritmo di interazione, per altro, viene reso comunque più dinamico dall’alternanza tra diverse fasi di gioco che affiancano ai dialoghi con i personaggi anche momenti di analisi ambientale più statiche e, al contrario, momenti Quick Time Event invece più frenetici, per trasportare a schermo i momenti di fuga o combattimento che coinvolgono Yuma a seconda dell’evolversi del racconto. Il tutto almeno fintanto che, messo alle strette, il protagonista non si vedrà costretto a utilizzare uno dei poteri del proprio spirito demoniaco per evocare il Labirinto del Mistero.

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Commenti 2

  1. Gianan says:

    Appena iniziato, molto promettente!
    Notare che a fine luglio uscirà un season pass per 4 episodi singoli, al ritmo di uno al mese pare.

    • Nuas82 says:

      Hai fatto bene, il gioco per altro migliora andando avanti (perdendo un po’ di pesantezza, e aprendosi di più alla fruizione da parte del giocatore).
      Cmque strana questa improvvisa rinascita dei titoli investigativi: questo e Ghost Trick addirittura nello stesso giorno, con Decapolice in arrivo (senza contare i futuri ri-lanci di Ace Attorney e Professor Layton)

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