Bravely Default II: la recensione

Di default, meglio essere brave!

L’impatto di giocabilità offerto poi dalle diverse classi è senza dubbio l’aspetto più forte, caratterizzante e riuscito della produzione qui presa in esame, persino più della macro-dinamica del sistema di combattimento che dà il nome all’intera saga. Anche questo aspetto di abilità legate ai diversi job non è nuovo, bensì mutuato dall’antico passato della serie Final Fantasy, poi andato perso nel filone principale di quella saga e mantenuto in vita soltanto nelle varie produzioni secondarie del brand, dai Crystal Chronicles ad Heroes of Light, mantenendosi per nostro fortuna ancora vivo nel passaggio di testimone effettuato con il passaggio della fiaccola al successore spirituale Bravely Default. Ciascuna tipologia di lottatore avrà infatti peculiarità proprie, che offriranno un livello di varietà e strategia senza pari, sia per quanto riguarda l’equilibrio nella costruzione del party che per quel che concerne la crescita del singolo personaggio, soprattutto considerando come (contrariamente alla maggior parte delle produzioni JRPG) avremo modo di aumentare il livello sia generale e/o generico del nostro personaggio, che quello della classe attiva (nonché quello della classe secondaria). Un doppio elemento di potenziamento da calibrare al meglio, per ottenere valori di base più elevati, ma anche e soprattutto un grado di efficacia maggiore per le skill specifiche di ciascun job. Il tutto senza dimenticare oggetti, armi ed armature, spesso capaci di aumentare significativamente le nostre capacità, ma sempre da dosare in maniera oculata, per non appesantire troppo il singolo avatar rallentandone i movimenti.

A tutti questi aspetti, profondamente legati alla nostra gestione tattica degli scontri, va ad aggiungersi la peculiare dinamica di Bravely e di Default, le due principali mosse alla base del sistema di combattimento, tanto da incidere sulla nomenclatura dell’intero franchise: a ogni turno, infatti, potremo scegliere se far effettuare una o più mosse a ogni singolo lottatore, spendendo dei punti che, qualora optassimo invece per restare sulla difensiva, andrebbero ad aumentare il serbatoio di attacchi realizzabili nel turno successivo. L’alternanza strategica dei punti “brave” o la decisione di accumularne restando in “default” andrà a determinare l’andamento di ogni singolo scontro, soprattutto durante le battaglie più significative. Durante i normali scontri nell’overworld, infatti, spesso il fatto di poter realizzare mosse offensive con tutti e quattro i nostri eroi contro un numero solitamente non elevatissimo di avversari di livello medio-basso vi spingerà a spendere subito al primo turno tutti i vostri punti Brave, così da eliminare i nemici in maniera sbrigativa; contro i boss, invece, il discorso sarà molto più impegnativo e necessariamente ponderato, valutando attentamente quando sia meglio restare in difesa (aumentando le mosse di attacco a nostra disposizione nel turno successivo), piuttosto che prendere il coraggio a due mani e provare il tutto per tutto affliggendo il nemico con una gragnuola di danni. La discrepanza strategica tra i normali scontri (non esattamente casuali, visto che i nemici sono sempre visibili a schermo, anche se difficilmente evitabili in svariate circostanze) e le lotte principali è forse uno dei difetti più marcati del gioco, soprattutto perché a volte questo si traduce in improvvise impennate di difficoltà nelle sfide-boss obbligatorie, che vi spingeranno a “livellare” inaspettatamente i valori del vostro party, prima di riprovare l’ardua sfida.

Bravely Default II 'Rimedahl' trailer, details, and screenshots - Gematsu

Numerosi sono però gli elementi che gli sviluppatori hanno inserito per alleggerire e migliorare questo annoso elemento tipico dei JRPG che, per molti, ha finito con gli anni per diventare un po’ un fardello. Da un lato, una delle cose più utili che potrete fare, anche e soprattutto perché non andrà a inficiare minimamente le vostre sessioni di gioco, è…mettere la console in stand-by con il gioco ancora attivo. Ebbene sì: in ciascuna delle città che incontrerete durante le vostre avventure, sarà possibile far salpare una nave per mandarle in spedizione lungo i mari virtuali di questo mondo di gioco. Durante queste spedizioni, il nostro eroe troverà diversi bauli del tesoro che, terminato il viaggio, potrà riportare in porto e aprire, trovando diversi oggetti davvero molto utili, come ad esempio dei Globi di Esperienza o dei Globi della Classe, in grado di far aumentare le nostre statistiche in maniera anche considerevole, semplicemente usandoli. La cosa più intrigante è che queste spedizioni posso avere luogo anche con la console in sleep-mode, a patto che il gioco sia ancora attivo e non sia stato chiuso, il che implica che potrete andare a dormire subito dopo aver fatto partire la nave e, ore dopo (fino a un massimo di 12 ore) riattivare il tutto, raccogliendo quanto ottenuto durante la notte, senza il minimo sforzo. La necessità di far crescere il livello dei nostro eroi passerà comunque ancora attraverso i numerosi scontri semi-casuali nell’overworld (o nei dungeon), ma anche in questo caso il team di lavoro ha pensato svariati elementi di “QoL” non da poco: da un lato, sarà possibile variare la velocità di scorrimento degli scontri, velocizzando testi e animazioni (soluzione molto utile proprio negli scontri più basici e ripetitivi), dall’altro sarà anche possibile selezionare con la semplice pressione di un tasto la ripetizione dei comandi precedentemente effettuati da ogni singolo membro del party, qualora ritenessimo inutile variare il nostro approccio allo scontro. Nel complesso, il titolo risulta ancora un po’ troppo dipendente da una crescita dell’esperienza soggetta all’abitudinaria ripetizione di scontri superficiali e privi di grande strategia, ma allo stesso tempo quando l’avversario richiede un approccio più oculato, il battle system si conferma tra i più intriganti e riusciti nel panorama dei giochi di ruolo a turno, in questi ultimi anni.

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La recensione

8 Il voto

Bravely Default II è la continuazione diretta di quanto di buono offerto dai precedenti capitoli della saga: un JRPG classico, nell’approccio stilistico e nella struttura di gioco, con un pizzico di originalità legata al suo particolare sistema di combattimento, all’accostamento audace tra lo stile pittorico e quello materico, e a un richiamo al passato che finisce oggi giorno per essere fresco ed originale sotto tutti i punti di vista. A tratti impegnativo, ma capace di nascondere svariati elementi di gestione strategica al suo interno, vuoi per il sistema di classi, vuoi per le furbizie inserite dagli sviluppatori nel velocizzare determinate dinamiche, l’ultima opera di Square-Enix forse osa troppo poco, ma allo stesso tempo riesce nel suo intento rassicurante, rispetto alla sopravvivenza di produzioni di questo tipo e stampo nell’odierno panorama dell’intrattenimento virtuale. Nota: la recensione di questo gioco è stata effettuata su una copia acquistata dalla redazione e non su una fornita dal distributore

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Commenti 2

  1. Serpex says:

    Finalmente, dopo parecchi tentennamenti, mi sono rimesso a giocare al primo, in modalità facile per finirlo.
    Devo dire che sono contento di aver ripreso. Bevely Default è stata una rivelazione, forte di un ottimo comparto narrativo, personaggi carismatici e ben caratterizzati e un gameplay divertentissimo.
    Sono un po’ indeciso se, prima di buttarmi sul 2, farmi un giro col second. Non ho letto meraviglie su di lui, ma potrei giocare in modalità facile per godermi la storia e rimanere sul pezzo.
    Sicuramente, il 2 mi attira tantissimo!

    • Nuas82 says:

      Io andrei diretto sul II, per Switch.
      Più si gioca, meglio si capiscono le dinamiche delle classi, soprattutto in ottica anti-grind per i boss. Davvero splendido, in termini di gameplay, secondo me.

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