Atelier Lydie & Suelle: The Alchemists and the Mysterious Paintings: la recensione

Terzo ed ultimo capitolo della trilogia misteriosa: riusciremo a portare il nostro atelier al successo?

Atelier Lydie & Suelle pur non disdegnando alcuni colpi di scena ed una trama in grado di tenere acceso l’interesse ha comunque un andamento piuttosto lineare. Le quest e sub-quest ruotano quasi sempre intorno a degli esami di abilitazione necessari per aumentare il ranking del proprio atelier, esami che richiedono la creazione alchemica di determinati oggetti richiesti come prova di esame. Ovviamente non da subito avremo accesso a tutte le conoscenze necessarie per sbloccare il potenziale delle nostre alchimiste in erba. Dovremo visitare più mondi alternativi per migliorare le nostre conoscenze e recuperare quanti più materiali preziosi possibile in una continua e compulsiva raccolta di oggetti da buttare nel calderone dell’atelier. La parte alchemica del gioco è comunque ben articolata e non banale come potrebbe sembrare, dato che per ottenere oggetti di massima qualità, e quindi di valore, sarà necessaria molta attenzione e strategia nella risoluzione di una sorta di puzzle game. Il mondo di gioco è piacevolmente e velocemente esplorabile, grazie ad una mappa ben studiata che ci aiuta a visualizzare agevolmente le quest e le sub-quest in corso e gli eventuali altri character degni di nota.

I materiali più pregiati si possono ottenere però solo sconfiggendo le creature che popolano i vari mondi alternativi. Di qui la necessità di lanciarsi spesso in battaglia, meglio se affiancando un valoroso cavaliere alle due alchimiste. Il combat system infatti prevede la possibilità di schierare nel party anche uno o più “difensori”, ossia personaggi con parecchi PV in grado di attirare ed assorbire gli attacchi avversari, preservando quindi la salute delle gemelle e lasciando loro l’incombenza di effettuare attacchi magici o creare oggetti “al volo” durante la battaglia. Tolta questa variante sul tema il sistema di combattimento si rivela piuttosto classico e non distante dall’usuale sistema a turni visto in molteplici JRPG. Una linea temporale a lato dello schermo ci aiuterà a visualizzare chi sarà il prossimo personaggio a poter interagire, con determinate skills potremo rallentare gli avversari rubando loro il turno. Queste fasi di gioco in sostanza, seppur piacevoli, spesso non sono altro che un necessario intermezzo utile a portare a casa l’elemento richiesto e procedere con i nostri esperimenti al calderone. La versione di Atelier Lydie e Suelle proposta in questa trilogia è davvero corposa e presenta nuove modalità di gioco ed un artbook digitale molto piacevole. Avremo inoltre sbloccati tantissimi nuovi costumi (immancabile la strizzatina d’occhio al fanservice, come la possibilità di avere le protagoniste in costume da bagno), nuove musiche di sottofondo, nuovi items, nuovi mondi.

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La recensione

7 Il voto

Atelier Lydie & Suelle punta su formule ben collaudate e gioca sul velluto nel proporle ai fan della serie. Questo terzo capitolo della trilogia può definirsi un JRPG ben fatto, pur rischiando poco sia dal punto di vista di un combat system piuttosto classico che da una parte di sviluppo alchemico piacevole ma alla lunga un po' ripetitiva.

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