Atelier Sophie: the Alchemist of the Mysterious Book DX: la recensione

Sospinti dalla passione scatenata da Ryza, scopriamo le versioni rimasterizzate della trilogia del Mistero, sviluppata da Gust

Se rispetto agli ultimi episodi della serie Ryza, le avventure di Sophie appaiono più legate a dinamiche del passato, meno fresche e moderne, va anche sottolineato come questo trittico narrativo di suo sia al contempo riuscito ad evolversi rispetto ai vari capitoli che hanno preceduto il titolo qui preso in esame, per una trilogia che in fin dei conti sembra delinearsi come l’anello di congiunzione tra la concezione più classica del brand di Gust (onestamente oggi un po’ anacronistica, nella rigida gestione della suddivisione di svariati elementi, da quelli temporali a quelli gestionali, passando attraverso fasi di battaglia forse ormai obsolete) e lo slancio verso la modernità operato nei più recenti capitoli inediti. In Sophie, ad esempio, la gestione dello scorrere del tempo è meno rigida di prima, pur continuando ad avere un significato nella struttura delle settimane e dei mesi, tale da influenzare numerosi elementi dell’ambiente di gioco (legati in particolare al “loot” necessario per la realizzazione di determinate ricette alchemiche); o ancora è evidente la gestione più libera (anche se assolutamente non “free roaming”) dell’ispirazione alla base della scoperta di nuovi elementi di studio per la ragazza (necessari per riuscire ad ottenere nuovi equip e power up), non più rigidamente ancorata alla scoperta e alla lettura di tomi magici sparsi per il mondo di gioco. Anche la gestione puramente manageriale degli elementi ritrovati, in relazione alla capacità di creazione determinata dal numero e dalla varietà di ricette imparate da Sophie, è meno tediosa che nei vecchi capitoli della serie, introducendo un sistema a griglia che in qualche modo cerca di farsi più dinamico e (quasi) puramente ludico, pur non riuscendo fino in fondo nel suo intento (che sarebbe stato quello di rendere queste fasi più divertenti, finendo invece per ridurle a un qualche cosa di forse più superficiale che in passato, senza quel quid di freschezza che abbiamo invece riscontrato in Ryza). Anche il sistema di combattimento introduce delle novità rispetto ai capitoli più classici, pur non raggiungendo il grado di modernità (e cambiamento) introdotto dalla duologia di Ryza; quello che era un sistema di combattimento a turni, piuttosto classico e statico nonché tradizionalmente già visto in moltissimi JRPG, con Ryza è passato a un sistema ATB (action-time battle), ritrovandosi in Sophie in pratica a metà del guado. Nel capitolo qui esaminato, infatti, dovremo prendere le nostre decisioni in merito alla formazione del party (tra elementi più difensivi ed altri più offensivi), valutandone la strategia di combattimento, prima di attivare la vera e propria fase di battaglia: una volta “lanciata” la lotta, però, dovremo sostanzialmente verificarne l’andamento senza poter intervenire, fino al turno successivo in cui potremo operare altre scelte tattiche, anche sulla base dell’esito dei primi scontri. Diverso dal passato, ma non necessariamente più gratificante, il sistema di combattimento è curioso, e a tratti anche soddisfacente, evidenziando però anche alcune lacune nel sapersi rendere interessante sul lungo periodo.

Atelier Sophie – Garbage. | My RPG blog

Infine, anche il versante tecnico e grafico è a metà del guado “generazionale”, ma con un quid in più: rispetto infatti ai precedenti capitoli “antichi” della serie già proposti su Switch, in questo caso è evidente lo sforzo operato da Koei-Tecmo nel rinfrescare l’outlook visivo, con una maggior cure complessiva del prodotto; pur non raggiungendo (affatto) il notevole impatto estetico di Ryza (e in particolare di Ryza 2), con i suoi effetti di bloom e illuminazione, le sue vaste e popolate città e il suo più che lodevole livello di pulizia grafica, Sophie and the Mysterious Book appare fluido e pulito a sufficienza, riuscendo in più di un’occasione a deliziare lo sguardo. Sia sotto il profilo della risoluzione, che degli effetti di luce, il gioco regge senza troppi problemi il peso dei suoi anni, ritagliandosi il suo dignitoso spazio nella libreria della console ibrida della casa di Kyoto. A patto, ovviamente, di digerire (o addirittura apprezzare) l’estetica estremamente manga/anime del gioco, che non fa nulla per rinnegare le sue origini stilistiche. Anzi.

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La recensione

7 Il voto

Prendendo in considerazione l'operazione "DX" di Koei-Tecmo nel suo insieme, la trilogia del mistero offre senza dubbio moltissime ore di contenuti interessanti, seppur appesantiti dal passare del tempo, evidenziato in particolare dal confronto con l'approccio più moderno dei titoli con protagonista Ryza. Chi volesse però esplorare un magico mondo avventuroso, intriso di alchimia, troverà senza dubbio interessante questo sguardo al passato, rinfrescato da Gust per l'occasione.

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Commenti 5

  1. LordToad says:

    Non centra nulla con la recensione ma volevo segnalare 2 cose.

    1) Finalmente su Amazon compare il Preordine dell’edizione fisica e europea di Crash 4. esce il 28 Maggio.
    Ma non capisco una cosa… pur essendo venduto e spedito da Amazon perché la spedizione costi 6,99 nonostante l’articolo costi più di 30€. Sopra i 29,99 non dovrebbe essere gratuita? Mai vista una cosa così.

    2) Sullo Shop ho visto che tra le prossime uscite ci sarà Destroy All Humans Remake… quel gioco lì degli alieni che ai tempi uscì su PS2. Però ancora non ho capito se ci sarà la copia fisica.

    • Nuas82 says:

      Non saprei, anche se ho visto anche io Crash su Amazon! Per Destroy all humans credo che, come la maggior parte dei giochi THQ Nordic, sarà solo eshop

      • LordToad says:

        Ho visto che c’è l’edizione fisica anche di Destroy… ora bisogna vedere se nella custodia c’è la cartuccia o il foglietto, perché in genere su Amazon non viene specificata questa cosa, ma si limitano a mettere spesso la foto della copertina senza il logo con testo che indica appunto che il gioco non è presente nella custodia e che va scaricato. Mettono le copertine lisce.
        Delle volte mi è capitato anche di leggere delle recensioni su Amazon di utenti che dopo aver comprato un gioco se ne escono dicendo: Attenzione che non c’è la cartuccia ma solo il codice download. E’ una mezza truffa!!
        Da un lato posso anche dar ragione a questi, ma d’altro canto, se sai come funzionano i rilasci dei giochi su Switch, sei anche TU che devi stare attento. Non è che dopo te ne esci dicendo certe cose. Poi per l’edizione completa di Mortal Kombat 11, avevo trovato 3 o 4 recensioni di questi utenti che solo dopo aver avuto il gioco, mettevano in allerta il prossimo. Se solo si degnassero di leggere queste cose prima di comprare….
        Anzi, ora vado a vedere se c’è cascato qualche d’un altro XD

        Ah, ieri rovistando su Amazon sul sito del gamestop, ho trovato anche la copia fisica di Ghostrunne. Esce il 25 giugno.

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